<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628</id><updated>2011-07-30T16:41:27.105-07:00</updated><category term='Dossier'/><category term='Exploitation'/><category term='Splatterstick'/><category term='Letture'/><category term='Fantasy'/><category term='Horror/Comedy'/><category term='Horror/Drama'/><category term='Pinky Violence'/><category term='Sci-fi/Fantasy'/><category term='Nunsploitation'/><category term='Drama/Comedy'/><category term='Thriller/Horror'/><category term='Monster Movie/Comedy'/><category term='Horror'/><category term='Thriller'/><category term='Drama/Mystery'/><category term='Comedy/Sci-fi'/><category term='Italian Giallo'/><category term='Yakuza Eiga'/><category term='Horror/Thriller'/><title type='text'>STEINER BIOSCOPE</title><subtitle type='html'>Di sghembo allo schermo</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>24</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-6433424623689933077</id><published>2011-06-08T02:08:00.000-07:00</published><updated>2011-06-08T02:08:06.313-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Horror'/><title type='text'>FIGLIE DELLE TENEBRE</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;LA VESTALE DI SATANA (Les lèvres rouges – Francia, Belgio, Germania 1971) di Harry Kumel&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=sFRuSbykaV0&amp;amp;feature=related"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;La vestale di Satana (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-fr_I4co0O10/Te8yGe7URFI/AAAAAAAAAWE/MyVxFwaIUFw/s1600/99200600ks2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-fr_I4co0O10/Te8yGe7URFI/AAAAAAAAAWE/MyVxFwaIUFw/s320/99200600ks2.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.imdb.it/title/tt0067690/"&gt;&lt;i&gt;SCHEDA FILM&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Stefano (John Karlen) e Valeria (Daniele Ouimet), freschi sposini in viaggio dalla Svizzera all'Inghilterra, a causa del deragliamento di un treno sono costretti ad interrompere bruscamente la propria luna di miele e a sostare ad Ostenda, nelle Fiandre. La coppia decide di prendere alloggio in un lussuoso albergo nel quale, a causa della bassa stagione, i due sono praticamente gli unici ospiti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Stefano vorrebbe evitare a tutti i costi, una volta giunti in Inghilterra, di far visita alla vecchia madre, una donna aristocratica e d'altri tempi che, secondo il giovane, non approverebbe mai il matrimonio con Valeria, proveniente da un ambiente tutt'altro che nobile. Valeria cerca di convincere il neo marito a recarsi ad un incontro chiarificatore con la madre. I tentativi della donna, tuttavia, si scontrano con la sospetta ostinazione di Stefano il quale, giunto addirittura a nascondere il proprio matrimonio all'anziana genitrice, cerca in tutti i modi di guadagnare tempo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Una sera, arrivano improvvisamente in albergo due donne, bellissime e misteriose, appena giunte da Bruges. Si tratta della contessa ungherese Elizabeth Bathory (Delphine Seyrig) e della sua segretaria Ilona (Andrea Rau). Le due donne mostrano immediatamente un insano e morboso interesse per la giovane coppia. Nonostante la diffidenza di Valeria, l'esuberanza della contessa e la bellezza di Ilona catturano l'interesse di Stefano, sedotto soprattutto dalle macabre fantasie della Bathory, relative ai raccapriccianti eventi legati ad una sua celebre ava, dedita al sadismo e alla magia nera.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Ben presto, la povera Valeria si ritrova avviluppata in una rete sempre più opprimente. La contessa, infatti, inizia lentamente ad esercitare anche sulla ragazza il proprio fascino, costante ed inesorabile. La giovane cerca invano di sottrarsi alla seduzione della donna, mentre Stefano appare sempre più perso, ormai, in una spirale caratterizzata da frequenti ed improvvise esplosioni di sadismo e violenza.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Da Bruges, intanto, giungono notizie di misteriosi omicidi. Le vittime sono tutte giovani donne, morte per dissanguamento. Come se non bastasse, in albergo c'è chi è pronto a giurare che l'aspetto della contessa è rimasto praticamente inalterato, dalla sua precedente visita avvenuta ben quaranta anni prima...&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;Interessante horror vampiresco permeato di suggestioni erotiche, diretto nel 1971 da Harry Kumel (autore, tre anni più tardi, di “Malpertuis”), “La vestale di Satana” (“Les lèvres rouges”, in originale) si colloca nel solco del prolifico filone &lt;i&gt;lesbovampiresco &lt;/i&gt;che stava vivendo, proprio negli anni settanta, il suo periodo di massimo fulgore. Kumel confeziona un'opera decisamente elegante e raffinata, caratterizzata da soluzioni visivamente affascinanti (le dissolvenze in rosso, ad esempio), che può vantare i propri punti di forza in una messa in scena, algida e quasi compassata. L'ambientazione, in particolar modo, contribuisce a trasmettere, attraverso l'atmosfera funerea e nebulosa di Ostenda e del glaciale Mare del Nord, i colori plumbei e gelidi di Bruges e i vuoti saloni in stile liberty dell'hotel, una crepuscolare sensazione di malinconica e nobile decadenza. Tuttavia, pur riconoscendo a Kumel una certa abilità nel maneggiare finemente gli elementi classici del racconto fantastico, risulta abbastanza evidente quanto il regista belga sia lontano dalla surreale visionarietà che caratterizza le opere (tanto per rimanere in tema) di Jess Franco o di Jean Rollin.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-uXHrWEm4yK0/Te8y7cYqvrI/AAAAAAAAAWQ/fLxjykj1H5g/s1600/vestale_di_satana_2.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-uXHrWEm4yK0/Te8y7cYqvrI/AAAAAAAAAWQ/fLxjykj1H5g/s1600/vestale_di_satana_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;Gli eventi narrati, inoltre, pur non essendo, di per se, il massimo dell'originalità (si tratta dell'ennesima variazione sul tema di “Carmilla” di Le Fanu) suggeriscono elementi e tematiche potenzialmente interessanti che avrebbero meritato un diverso e più completo approfondimento: le esplosioni di sadica violenza del personaggio interpretato da John Karlen, ad esempio, che si intuiscono poter essere effetto della frustrazione, causata dall'evidente attrito tra due antitetici aspetti della propria sessualità; la vera identità della “mamma” e la inconfessata omosessualità del protagonista; la tensione erotica sempre più evidente tra Valeria e la contessa, culminante nel riscatto femminile dal maschio crudele e stupratore. Si tratta, dunque, di fattori che, a causa della struttura stessa del film e del tocco controllato di Kumel, risultano eccessivamente circoscritti, ma che avrebbero potuto contribuire, non poco, a vivacizzare l'intera pellicola, se sottoposti ad un diverso trattamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-CIvh9Nz-010/Te8yliosKaI/AAAAAAAAAWM/-eiJfVW7A4g/s1600/vestale_di_satana_1.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-CIvh9Nz-010/Te8yliosKaI/AAAAAAAAAWM/-eiJfVW7A4g/s1600/vestale_di_satana_1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;Il film scorre in maniera sufficientemente fluida, se si esclude una parte centrale forse eccessivamente lunga e, tutto sommato, un po' troppo flemmatica. Inoltre, la parte del racconto prevalentemente investigativa viene, curiosamente, relegata in disparte (fino ad essere eliminata, in maniera piuttosto brusca) per far posto all'aspetto meramente erotico, rispetto al quale Kumel, molto più a suo agio nel dirigere altre scene (la sequenza notturna sulla spiaggia e il ritorno all'alba in albergo, ad esempio), non sembra, comunque, mostrare particolare interesse.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;Ad essere intrigante è sicuramente l'uso del colore e della luminosa fotografia. Sia per quanto riguarda i toni pieni e vivi degli sfavillanti abiti della contessa, in aperto contrasto con il suo pallore cadaverico, sia per gli splendenti interni dell'hotel, contrapposti al buio esterno e al burrascoso e tetro mare in tempesta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-MedD1-8yXPQ/Te8yTuy_OxI/AAAAAAAAAWI/0Hv1ddfZxss/s1600/daughters2.jpg+w%253D600%2526h%253D353.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="188" src="http://1.bp.blogspot.com/-MedD1-8yXPQ/Te8yTuy_OxI/AAAAAAAAAWI/0Hv1ddfZxss/s320/daughters2.jpg+w%253D600%2526h%253D353.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;Fatta eccezione per  un paio di scene di involontaria comicità (la morte del commissario ed il lugubre delirio sadico di Stefano e della contessa, con conseguente crisi isterica di Valeria), frutto, più che altro, di una sceneggiatura poco convincente, l'interpretazione del cast è sicuramente nella media. Merito, soprattutto, della prova, più che discreta, dell'affascinante Delphine Seyrig (una delle attrici francesi più importanti degli anni sessanta, compagna del regista Alain Resnais e grande promotrice dei diritti delle donne) che propone una insolita versione della contessa Bathory la quale, per una volta, svestiti i tradizionali panni della vampira sanguinaria e sadica, assume l'aspetto di un'aristocratica, seducente ed ironica. Menzione particolare, inoltre, per la bellissima attrice tedesca Andrea Rau, nel ruolo di Ilona, segretaria e amante della nobildonna magiara.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;MEISTER STEINER DICE: 5,5&lt;/b&gt;   &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-6433424623689933077?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/6433424623689933077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2011/06/figlie-delle-tenebre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/6433424623689933077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/6433424623689933077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2011/06/figlie-delle-tenebre.html' title='FIGLIE DELLE TENEBRE'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-fr_I4co0O10/Te8yGe7URFI/AAAAAAAAAWE/MyVxFwaIUFw/s72-c/99200600ks2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-8476897528282673715</id><published>2011-05-18T08:22:00.000-07:00</published><updated>2011-05-18T08:26:45.525-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Splatterstick'/><title type='text'>PRIMO SANGUE</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;1-ICHI (1-Ichi – Giappone 2003) di Masato Tanno&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=vN48ht9hVlk"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;1-Ichi (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-MNNqzeYVIz4/TdPc1xtcl8I/AAAAAAAAAVw/ej3DF9yIm0I/s1600/1_ichi-thekiller.jpg" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-MNNqzeYVIz4/TdPc1xtcl8I/AAAAAAAAAVw/ej3DF9yIm0I/s320/1_ichi-thekiller.jpg" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0382508/fullcredits#cast"&gt;&lt;i&gt;SCHEDA FILM&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Nessuno può competere con Mr. Dai (Teah) quando si tratta di menare le mani. Taciturno “bancho” e leader incontrastato di un piccolo branco di liceali, fedelissimi ed ossequiosi, la sua vita scorre (relativamente) tranquilla, tra mattinate trascorse fra aule e cortili scolastici e violentissimi scontri, a mani nude, con boss di gang rivali e, più in generale, con chiunque abbia voglia di misurare la sua forza e contrastare la sua leadership. Tutto tranquillo, quindi, tranne che per un piccolo, insignificante, particolare: Satoichi (Nao Ohmori). Ogni volta che Dai è coinvolto in un combattimento, infatti, Satoichi è sempre lì, a fissarlo con occhi adoranti ed un inquietante sorriso, stampato sul volto.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Dai è convinto che Satoichi, in qualche modo, si faccia beffe di lui. Ciò che ignora, invece,  è che il suo compagno di scuola trae un morboso piacere da tutta quella violenza. Lo stesso insano piacere, fisico e mentale, che Satoichi ricava anche dalle continue umiliazioni e dagli atti di bullismo di cui è perenne vittima, sia tra le mura scolastiche che tra quelle del corso di karate dove, il sadismo dei compagni e del suo maestro nutre i suoi istinti masochistici, provocando in lui un devastante ed incontrollabile mix di sensi di colpa e godimento (incarnato da emblematiche erezioni, violente ed improvvise).&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Le cose cominciano a cambiare, quando l'ambiguo Onizame (Chihara Junia) un nuovo studente, da poco trasferitosi nella scuola di Dai e Satoichi, inizia rapidamente ad imporsi con la violenza e con una serie di comportamenti, astutamente crudeli. Dopo aver picchiato selvaggiamente uno dei seguaci di Dai, fino a mandarlo in ospedale, ed aver violentato una delle ragazze della gang, Onizame attende placidamente l'inevitabile  scontro con il re della scuola. L'esito del combattimento è inaspettato: Dai viene brutalmente sconfitto ed ora l'unico che possa fronteggiare Onizame è proprio Satoichi, a patto che riesca a risvegliare la propria rabbia repressa, incanalando tutta la sua frustrazione e i suoi sensi di colpa...&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Masato Tanno dirige nel 2003 il &lt;/span&gt;&lt;i&gt;prequel&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; di quella che probabilmente è la pellicola di Takashi Miike più celebre ed acclamata: “Ichi the Killer”. Il film di Tanno, già aiuto regista di Miike in numerosi film (tra cui lo stesso “Ichi the Killer”), si prefigge lo scopo di narrare le vicende del giovane Satoichi, raccontando gli eventi che spingeranno il ragazzo a trasformarsi in Ichi, il killer frignone e sfigato del film di Miike. Scopriamo così che Satoichi (sempre interpretato da Nao Ohmori, stavolta veramente improbabile nei panni del liceale), anni prima di indossare la tutina di gomma con il grande uno dietro e di essere ipnotizzato dal misterioso Jijii (interpretato, nel film di Miike, dal regista Shinya Tsukamoto) era già un giovane disturbato, represso e frustrato, morbosamente attratto, ma allo stesso tempo terrorizzato, dalla violenza e dal fascino che quest'ultima esercita su di lui.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-bsTewkhIxxI/TdPg-P0Ux7I/AAAAAAAAAV0/PAIbFQBxFOE/s1600/1_ichi_screen.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-bsTewkhIxxI/TdPg-P0Ux7I/AAAAAAAAAV0/PAIbFQBxFOE/s320/1_ichi_screen.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Masato Tanno sfrutta a suo favore tutto ciò che di positivo può esserci in un budget risicato, mettendo in piedi un'opera asciutta, spolpata di qualsiasi elemento complementare (compresi gli effetti speciali) e, da un punto di vista prettamente registico, sicuramente interessante. Il tocco di Tanno, seppur singolare (anche se vagamente derivativo), è chiaramente lontano anni luce da quello di Miike, anche se, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;in nuce&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, nel suo lavoro sono presenti (e non potrebbe essere altrimenti) ingredienti tipicamente miikiani (esasperazione della violenza, repressione, bullismo, misoginia, suggestioni omoerotiche).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8lzabQf7X9A/TdPhfZ9gOEI/AAAAAAAAAV4/WS_wMeovkbM/s1600/1_ichi_screen+%25286%2529.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-8lzabQf7X9A/TdPhfZ9gOEI/AAAAAAAAAV4/WS_wMeovkbM/s320/1_ichi_screen+%25286%2529.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;I problemi arrivano, semmai, a livello di sceneggiatura. Satoichi, infatti, viene descritto come qualcuno che, già da tempo, si è inoltrato lungo un percorso di disagio mentale. Molto prima, dunque, che Jijii (come narrato nel primo film) alimenti i suoi incubi e i sensi di colpa, instillandogli nella memoria i falsi ricordi, utilizzati per controllarlo e manovrarlo. Il cammino sanguinante e distruttivo di Satoichi, quindi, ci viene descritto e proposto come un'esperienza in corso, già iniziata. Un viaggio di cui conosciamo abbondantemente la meta, ma di cui ignoriamo l'effettivo punto di partenza. Quello che ci viene proposto, infatti, non è altro che l'esordio un po' tarocco e semplificato dell'alienazione di Satoichi. Una serie di eventi che rimpiazzano totalmente alcuni episodi, peraltro già citati in “Ichi the Killer”, che probabilmente avrebbero meritato un adeguato approfondimento, come l'incontro con Jijii e l'omicidio dei genitori del protagonista. Quando, ad esempio, il desiderio sessuale represso, nella mente di(ma)sturbata di Satoichi, inizia a confondersi con il desiderio di morte? Quando i due livelli (sesso, carne, vita/violenza, sangue, morte) cominciano a fondersi e a divenire un singolo elemento contorto ed inestricabile? Il film di Tanno non dà risposte soddisfacenti a questo genere di domande, proponendosi come un puro e semplice (ed anche godibile, in alcuni momenti) collage di situazioni violente (ma molto meno ironiche ed “estreme” di quelle presenti nel film di Miike) scevro da qualsiasi tentativo di approfondimento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-TE5KJLEodB4/TdPiGrh7NgI/AAAAAAAAAWA/qaiP5DCFDEw/s1600/TEAH_1-ICHI-5.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="164" src="http://1.bp.blogspot.com/-TE5KJLEodB4/TdPiGrh7NgI/AAAAAAAAAWA/qaiP5DCFDEw/s320/TEAH_1-ICHI-5.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Per quanto riguarda gli altri protagonisti, Il personaggio di Dai (interpretato da Teah) è trattato in maniera eccessivamente superficiale, mentre gli altri sono poco più che figurine abbozzate e, nonostante Chihara Junia interpreti, in maniera abbastanza convincente, un &lt;/span&gt;&lt;i&gt;villain&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; decisamente bastardo e sadico come Onizame, nel film manca indubbiamente una figura carismatica e centrale come il Kakihara di Tadanobu Asano (qui presente come autore delle musiche), vera e propria icona e &lt;/span&gt;&lt;i&gt;character &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; fondamentale di “Ichi the Killer”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Il film, nonostante sia passato abbastanza inosservato (cosa, tutto sommato, insolita visto che si tratta comunque del prequel di un &lt;/span&gt;&lt;i&gt;cult movie&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;), è consigliato in particolar modo ai fan sfegatati della pellicola precedente, curiosi di conoscere la vita di Ichi, prima che iniziasse ad andare in giro ad affettare papponi, yakuza e puttane. Da evitare con cura, ovviamente, se non avete mai visto “Ichi the Killer”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;MEISTER STEINER DICE: 5,5&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-8476897528282673715?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/8476897528282673715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2011/05/primo-sangue.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/8476897528282673715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/8476897528282673715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2011/05/primo-sangue.html' title='PRIMO SANGUE'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-MNNqzeYVIz4/TdPc1xtcl8I/AAAAAAAAAVw/ej3DF9yIm0I/s72-c/1_ichi-thekiller.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-3789676494303627657</id><published>2011-05-12T03:07:00.000-07:00</published><updated>2011-05-14T01:04:02.878-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Drama/Mystery'/><title type='text'>9...8...7...6...T(ANA) LIBERA TUTTI...</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;CHAOTIC ANA (Caotica Ana – Spagna 2007) di Julio Medem&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=DUT8PVE90Bw"&gt;Chaotic Ana (Trailer)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ANBIJ_CXF2k/TcuyuLfb3wI/AAAAAAAAAU4/l-wdt8J1cSA/s1600/Chaotic-Ana-Teaser-Poster-Spagna.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 226px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ANBIJ_CXF2k/TcuyuLfb3wI/AAAAAAAAAU4/l-wdt8J1cSA/s320/Chaotic-Ana-Teaser-Poster-Spagna.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605770667621080834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0456340/"&gt;&lt;span style=" font-style: italic;font-family:arial;" &gt;SCHEDA FILM&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;La “caotica Ana” del titolo (Manuela Velles) è una solare e sorridente (pure troppo) diciottenne fricchettona che vive a Ibiza, in una grotta (ebbene, si) insieme al papà crucco (Matthias Habich), ex hippy con le espadrillas. Quando non è impegnata a fare il bagno ignuda e a ballare in discoteca (siamo pur sempre a Ibiza, del resto), si diverte a dipingere con i pastelli delle terrificanti croste colorate. Di tali croste si invaghisce Justine (Charlotte Rampling che, in questa pellicola, raggiunge vette sublimi di autoparodia), guarda caso raffinata mecenate francese. La donna propone ad Ana di raggiungerla a Madrid, dove dirige una comune di giovani artisti “un sacco talentuosi” (per dirla a la Ruggero di “Un sacco bello”). La giovane Ana, in quattro e quattr'otto, abbandona la spelonca avita e si ritrova a passeggiare per la Gran Via, conciata come la più classica delle perroflautas. La comune è, in realtà, una specie di palazzina occupata, dove i giovani talentuosi vivono tutti insieme appassionatamente: dormono insieme, mangiano insieme, vanno al cesso insieme e, sempre insieme, frequentano i corsi di pittura, videoarte e cose così, un sacco alternative. A Justine che le chiede come si trova, Ana tutta sorridente (come al solito) risponde: “è il posto migliore dove potrei stare” (che, detto da una che viveva in una grotta, tutto sommato, non è 'sto gran complimento). La ragazza stringe quasi subito amicizia con Linda (Bebe, cantautrice spagnola il cui singolo di maggior successo, “Malo”, qui in Italia si voleva a tutti i costi far passare per allegro tormentone estivo, nonostante parlasse di una donna abitualmente pestata a sangue dal compagno) un'altra giovane talentuosa la quale illumina la giovane Ana con un paio di massime che, personalmente, vorrei come epitaffio sulla lapide: “gli uomini sono tutti stupratori” e “le donne sono tutte puttane”. “E quelli?” chiede Ana ridacchiando, dopo aver scoperto due ragazzi del corso impegnati in pratiche sodomitiche, “quelli si stuprano tra di loro”, risponde Linda. Dialoghi illuminanti, senza dubbio. Del corso di pittura fa parte anche il giovane talentuoso Said, proveniente dal Sahara Occidentale, il quale (guarda un po') dipinge croste a forma di deserto. Lei guarda i suoi quadri e piange (non si sa bene se per commozione o per disperazione), lui l'abbraccia e la porta, più veloce della luce, nel suo appartamento al terzo piano (citazione polanskiana?). Qui segue una terrificante scena di sesso. Un su e giù tutto in soggettiva, dove lui in realtà sembra stia facendo delle flessioni sul corpo di lei (o forse sta facendo proprio quello, vallo a sapere). Dopo il sesso, lui va in bagno a vomitare (tutta la sequenza era, in effetti, un po' da mal di mare) e quando lei lo raggiunge lui le urla: “sono le mie ansie che ritornano! La vita non ha sensooo!!!” (tutto questo dopo una notte di sesso con la Velles...). La storia d'amore, tra Ana e Said, procede tutto sommato in maniera abbastanza tranquilla (viste le premesse), fino a quando, una sera, lei dà di matto e sviene, dopo aver fissato a lungo delle aragoste in un ristorante dove è andata a cenare insieme a Justine, Said, Linda e il suo ganzo, dotato di mullet (i capelli a la Tony Meola, il portiere statunitense di Italia '90, per intenderci). La mattina successiva, Ana si risveglia nel suo letto. Linda le racconta che, la sera precedente, in seguito alla sua crisi, una ipnotista (manco a farlo apposta) seduta accanto a loro al ristorante, ha provato ad ipnotizzarla. Sotto ipnosi, Ana ha parlato nella lingua nativa di Said il quale, spaventato dalle sue parole, ha fatto armi e bagagli ed è scappato via, senza lasciare traccia.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 241px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-pL3CbpCj0vE/Tcu5VHEsppI/AAAAAAAAAVg/ZGyLbtUvap8/s320/Chaotic-Ana-manuela-velles.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605777933519857298" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Seguono giorni tristi (Ana scopre che il padre, con il quale si è sempre tenuta in contatto tramite deliranti lettere, è in punto di morte) ma anche sorprendenti. La ragazza, infatti, grazie all'aiuto di Anglo (Asier Newman), giovane allievo della ipnotista, riesce a recuperare le tracce delle sue precedenti vite, scoprendo così che in lei si è reincarnata una donna la quale, di volta in volta, ha vissuto centinaia di vite, attraverso i secoli, tutte finite in malo modo (chi impiccata, chi ghigliottinata, chi impalata ecc ecc, come viene rivelato in una interessante sequenza animata, una delle poche cose del film da non buttare). Ben presto, Anglo si innamora di Ana ma lei, fedele al suo Said, è irremovibile (o quasi): “potrai avermi solo sotto ipnosi” gli suggerisce. Lui, inizialmente fa il gentleman ma poi, in una delle scene seguenti, Ana si risveglia a letto, dopo la consueta seduta d'ipnosi, completamente nuda. “Ti ho lavata perché eri tutta sudata” le dice lui (si, vabbè, Anglo, ma chi ci crede?). Anglo, oltretutto, coadiuvato da Linda che effettua le riprese video, sottopone la ragazza ad una interminabile serie di sedute ipnotiche, convinto com'è di poter procedere a ritroso nel tempo, fino ad arrivare alla sua forma “primitiva”. Finché, un bel giorno, stressata dal dover rivivere in continuazione tutte le sue vite precedenti, Ana decide di fuggire. Si imbarca come clandestina a bordo della barca a vela di Ismael (Lluis Homar, protagonista de “Gli abbracci spezzati”), il cui nome è già tutto un programma, padre fedifrago di Linda, in fuga dalla moglie. I due si dirigono verso New York e come Ismael resista, per tutto il viaggio, dallo zompare addosso ad Ana che gli gironzola intorno, ballonzolando le tette al vento, è francamente un mistero. Una volta a New York, Ana incontra, per l'ennesima volta, quella piattola di Anglo che la convince ad andare nella Monument Valley, alla ricerca delle proprie origini più profonde. Nel deserto dell'Arizona, tra le antiche abitazioni dei Navajos, ricavate nella roccia, i due incontrano nuovamente Justine (vestita come se stesse passeggiando per Boulevard Saint-Michel) e una vecchia sciamana. Ana scopre così di essere l'ultima reincarnazione di una donna vissuta in quel luogo, millenni prima: una regina spodestata, uccisa e fatta a pezzi, dalla violenza di un maschio cattivo cattivo. Tanto per cambiare, Ana fugge via, terrorizzata da questa rivelazione.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-pfU8XFtCig8/Tcu1IrtzFII/AAAAAAAAAVI/Wn4NyOnzNyA/s1600/Chaotic-Ana.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-pfU8XFtCig8/Tcu1IrtzFII/AAAAAAAAAVI/Wn4NyOnzNyA/s320/Chaotic-Ana.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605773321971111042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;La ritroviamo qualche tempo dopo, con i capelli a la Brittany Murphy, a fare crepes in un locale a New York. Tra una crepes e l'altra, rincontra Said che, come se niente fosse, si fa nuovamente vivo. L'amore e la passione si riaccendono (cioè, il primo si, l'altra in realtà molto meno, con lui che si guarda sconsolato tra le gambe ed è tutto un “mi dispiace” e un “ma no, non importa”, come nella migliore tradizione). Ma il destino ha in serbo per Ana una improvvisa agnizione: lei (che ricordava di essere stata, tra le altre cose, una donna berbera, in una delle sue innumerevoli vite precedenti) è la reincarnazione della madre di Said, morta in tragiche circostanze (allegria). Una mattina lei si sveglia e lui (ovviamente) non c'è più. Ana si siede nuda sulla tazza, nel bagno del suo piccolo appartamento nuiorchese (che è proprio come ti aspetti che sia un piccolo appartamento nuiorchese, con la scala antincendio fuori dalla finestra e tutto il resto) e lancia un urlo che mi sveglia dal torpore.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-o4VhhB7czuI/Tcu1pq1R5uI/AAAAAAAAAVY/AbJsw8WNvEY/s1600/caotica%2Bana03.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 202px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-o4VhhB7czuI/Tcu1pq1R5uI/AAAAAAAAAVY/AbJsw8WNvEY/s320/caotica%2Bana03.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605773888669738722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Passa un altro po' di tempo (presumibilmente qualche anno). Ora Ana lavora come cameriera nel ristorante di un albergo extrasuperlusso. Uno degli ospiti dell'albergo è un uomo politico statunitense (si deduce) molto potente, uno di quelli che “si è inventato la guerra in Irak, che si è portata via il nostro Paco”, stando alle parole della coppia di  inservienti ispanici della cucina. Ana seduce la guardia del corpo del politico (una specie di Kabir Bedi), ciucciando una specie di asparago gigante bianco (mostrando discrete doti di deepthroating, tra l'altro), poi un po' fa la civettuola con il politico, un po' si lascia andare a considerazioni farneticanti, un po' piange, con il risultato che il tipo, incuriosito (ed anche discretamente arrapato per la storia dell'asparago), la invita a raggiungerlo nella sua suite. Una volta soli nella stanza, dopo un'altra manciata di discorsi deliranti, Ana ed il politico si predispongono, sul letto, nella inequivocabile posizione del sessantanove. Lui non fa neanche in tempo a dire: “che buon profumo che hai”, che lei (per imperscrutabili motivi) gli defeca in un occhio (Cavallone, vatti a nascondere). Lui non sembra gradire ed incomincia a pestarla, a calci e pugni, come se non ci fosse un domani, in un'affascinante ed ardita (eeh, come no) simmetria con le vicende della regina indiana, massacrata millenni prima da un altro maschio cattivissimo. In uno dei finali più inutili ed inconcludenti della storia del cinema, Ana, dopo essere stata gonfiata come una zampogna, passeggia per le strade di New York, con il volto tumefatto ma, allo stesso tempo, illuminato dal consueto, spensierato (ed un po' ebete, a dire la verità) sorriso.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;“&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Chaotic Ana”, pellicola diretta nel 2007 da Julio Medem (già regista, nel 2001, di “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=FqsV5tsV5D0"&gt;Lucia y el sexo&lt;/a&gt;”) è un'orripilante pastrocchio, senza capo né coda, tanto tronfio e pretestuoso, quanto irritante. L'idea di Medem, di realizzare un film “femminile” (qualsiasi cosa questo voglia significare), naufraga miseramente in un mare di suggestioni veterofemministe, idee e pensieri sfilacciati e logori, infilati a forza in bocca al personaggio di Linda, per tutta la durata della pellicola erogatrice instancabile e a getto continuo, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="background: transparent"&gt;dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;soliti, sfiancanti, quattro stereotipati concetti (in realtà due: “l'uomo è uno stupratore” e “la donna è una puttana”) che, già negli anni '60 e '70, dovevano avere un discreto sentore di stantio. Un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;hodgepodge&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; condito da una storia d'amore che vorrebbe essere coinvolgente ma che affonda, inesorabilmente, nel ridicolo involontario e dialoghi che, nelle intenzioni, si volevano profondi e spirituali ma che, in realtà, risultano ascetici e contemplativi quanto una pennichella pomeridiana. Per non parlare, poi, del cattivo gusto di alcune scene,  tremendamente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;kitsch&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; e fuori luogo, soprattutto nella lunga e sconclusionata scena finale (perché, parliamoci chiaro, la “merda” al cinema è elemento da trattare con i guanti e Medem non è né Pasolini, né Miike, né Cavallone).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;Cosa salvare, dunque, del film di Julio Medem? Molto poco, direi: una paio di sequenze interessanti (una delle quali, quella animata, già citata) e, tutto sommato, l'interpretazione di Bebe (che avevo già apprezzato come cantautrice) la cui recitazione, benché vincolata da dialoghi imbarazzanti, è sicuramente un gradino al di sopra, rispetto alla prova offerta da alcuni attori palesemente disorientati (la Rampling su tutti).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;Un po' poco, appunto.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MEISTER STEINER DICE: 4&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-3789676494303627657?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/3789676494303627657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2011/05/9876tana-libera-tutti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/3789676494303627657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/3789676494303627657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2011/05/9876tana-libera-tutti.html' title='9...8...7...6...T(ANA) LIBERA TUTTI...'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ANBIJ_CXF2k/TcuyuLfb3wI/AAAAAAAAAU4/l-wdt8J1cSA/s72-c/Chaotic-Ana-Teaser-Poster-Spagna.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-6723348925600129774</id><published>2010-06-01T06:12:00.000-07:00</published><updated>2010-06-01T06:50:59.530-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italian Giallo'/><title type='text'>GIALLO ALL'ITALIANA</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom:&lt;/style&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;...E TANTA PAURA (...E tanta paura – Italia 1976) di Paolo Cavara&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0074451/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;...E tanta paura (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/TAUJx3q93UI/AAAAAAAAAT4/HEh19FULAMU/s1600/img_194210_lrg.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 224px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/TAUJx3q93UI/AAAAAAAAAT4/HEh19FULAMU/s320/img_194210_lrg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477795274128481602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0074451/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;SCHEDA FILM&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Milano è turbata da una serie di misteriosi omicidi, opera di un serial killer il quale, dopo ogni assassinio, lascia sul luogo del delitto alcuni inquietanti disegni, tratti da una fiaba per bambini. Il commissario Lomenzo (Michele Placido), aiutato dalla bella Jeanne (Corinne Clery) e da Pietro Riccio (Eli Wallach), capo di una società di investigazioni private, decide di indirizzare le proprie indagini sul ricco e perfido Hoffmann (John Steiner), intuendo che i delitti possano essere, in qualche modo, collegati ad un nefasto festino, avvenuto anni prima, organizzato da un gruppo di ricchi depravati.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Paolo Cavara è stato, indubbiamente, uno dei personaggi più eclettici ed interessanti nel panorama del cinema di genere italiano degli anni '60 e '70. Ex operatore subacqueo, inizia la sua carriera di documentarista a fianco di Carlo Gregoretti e Franco Prosperi negli anni '50, con una serie di documentari girati tra Ceylon, le Maldive e l'Indonesia. Successivamente, negli anni '60, la sua carriera di sceneggiatore e regista subisce una svolta quando realizza, per Angelo Rizzoli, “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=N7CxiDw3Huk"&gt;Mondo cane&lt;/a&gt;” (capostipite dei cosiddetti &lt;i&gt;mondo movies&lt;/i&gt;), nel 1962, insieme a Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi. La pellicola ha talmente tanto successo da spingere produttori e registi, in quegli anni, a lanciarsi su questo nuovo filone di documentari sensazionalistici e pseudo-sociologici, volti ad impressionare il pubblico con immagini raccapriccianti (spesso e volentieri, costruite &lt;i&gt;ad hoc&lt;/i&gt;), condite da finto moralismo, malcelato razzismo e spirito neo-colonialista.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Negli anni seguenti realizza: “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=pkqN34d8S5w"&gt;La donna nel mondo&lt;/a&gt;” (1963), alcune sequenze (non accreditate) di “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=zfQOH4UGU_I"&gt;Mondo cane 2&lt;/a&gt;” (1963), “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=i3NYLRGbNgU"&gt;I malamondo&lt;/a&gt;” (1964), film inchiesta sull'universo giovanile e, soprattutto, “L'occhio selvaggio” (1967), interessante analisi (a tratti autobiografica) critica e metacinematografica, sulla metodologia utilizzata nel filone dei documentari “sensazionalistici”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Successivamente, Cavara si dedica a progetti che, almeno nelle intenzioni, avrebbero dovuto assicurare un riscontro commerciale più sicuro. Nel 1971, cavalcando il filone del “giallo all'italiana”, inaugurato da Dario Argento l'anno precedente, dirige “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=M_mDAUX9588"&gt;La tarantola dal ventre nero&lt;/a&gt;” (film “argentiano” fin dal titolo) e, cinque anni più tardi, “...E tanta paura”. Entrambi rappresentano dei discreti successi commerciali e di critica, tuttavia, mentre il primo ricalca, in maniera poco originale, i &lt;i&gt;clichés&lt;/i&gt; tipici del thriller “argentiano”, nel secondo Cavara adotta un punto di vista, abbastanza innovativo per l'epoca, grottesco e satirico, al limite della parodia. Sotto determinati aspetti, infatti, la pellicola di Cavara rappresenta una sorta di vera e propria destrutturazione del genere, per il modo in cui porta avanti, con abile ironia, l'intelligente caricatura di quasi tutti gli elementi portanti classici, tipici della struttura del “giallo all'italiana”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/TAULwx_ErSI/AAAAAAAAAUQ/HNdee8Cj9h0/s1600/G_e-tanta-paura-argentiani-ga.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/TAULwx_ErSI/AAAAAAAAAUQ/HNdee8Cj9h0/s320/G_e-tanta-paura-argentiani-ga.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477797454445587746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Lo script firmato da Bernardo Zapponi (già autore della sceneggiatura di “Profondo rosso”, uscito l'anno precedente) è ricco di personaggi e situazioni eccessive e caricaturali. I tradizionali ingredienti del giallo (alibi e movente, ad esempio) risultano talmente improbabili che, la stessa soluzione finale dell'enigma non può che risultare intenzionalmente ingarbugliata ed inverosimile. Senza contare l'aspetto volutamente &lt;i&gt;sexploitation &lt;/i&gt;(ma, allo stesso tempo, decisamente ironico), garantito dalle scene di sesso tra il commissario Lomenzo (Michele Placido) e la disponibilissima Jeanne (la bella Corinne Clery) e da un curioso cartone animato, del quale si intravedono alcune sequenze nel corso del film, porno-satirico-sadomasochistico, disegnato da Francesco Maurizio Guido (in arte Gibba), autore di “Il nano e la strega” (1974) primo film erotico d'animazione italiano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/TAULlS9Cf5I/AAAAAAAAAUI/4QQOGqURPNY/s1600/Screenshot19.png.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/TAULlS9Cf5I/AAAAAAAAAUI/4QQOGqURPNY/s320/Screenshot19.png.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477797257136996242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Singolare, benché di tutto rispetto, è anche il cast che, oltre ai già citati Placido e Clery, può vantare il grande Eli Wallach (che gigioneggia non poco) nel ruolo di Pietro Riccio, il cattivissimo per antonomasia John Steiner (nel ruolo di Hoffmann) e Tom Skerritt (che aveva già lavorato in Italia con Giuseppe Colizzi, a fianco di Keith Carradine, in “Arrivano Joe e Margherito”) nel ruolo del commissario capo (poco più di un &lt;i&gt;cameo&lt;/i&gt;, a dire la verità).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/TAULYkcCkqI/AAAAAAAAAUA/TOP4CcAdfmM/s1600/Screenshot14.png.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/TAULYkcCkqI/AAAAAAAAAUA/TOP4CcAdfmM/s320/Screenshot14.png.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477797038492127906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;In conclusione, “...E tanta paura” è un film curato ed elegante (una scena su tutte: la sequenza tra gli specchi, omaggio a “La signora di Shangai”) e decisamente interessante, a patto che lo si interpreti come tentativo di rilettura, destrutturante e parodistica, di un particolare genere. Tentativo che, probabilmente, assume un valore anche maggiore, rispetto a quelli che sono i suoi effettivi meriti, se collochiamo la pellicola all'interno del suo contesto originario, nel quale il cosiddetto &lt;i&gt;italian giallo&lt;/i&gt; era un genere ancora all'apice della propria popolarità e potenzialità espressiva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;MEISTER STEINER DICE: 6,5&lt;/b&gt;    &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-6723348925600129774?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/6723348925600129774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/06/giallo-allitaliana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/6723348925600129774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/6723348925600129774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/06/giallo-allitaliana.html' title='GIALLO ALL&apos;ITALIANA'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/TAUJx3q93UI/AAAAAAAAAT4/HEh19FULAMU/s72-c/img_194210_lrg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-1647978062579833172</id><published>2010-05-17T07:06:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:13:30.633-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Exploitation'/><title type='text'>IGNUDE PER IL MASSACRO</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;&lt;/style&gt;&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.2&lt;/style&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;...E LA NOTTE SI TINSE DI SANGUE (Born for Hell aka Naked Massacre – Canada/Francia/Germania/Italia 1976) di Denis Héroux&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Jn96SmkEp1g"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;...E la notte si tinse di sangue (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S_FQ1FlYROI/AAAAAAAAATQ/zesNKiV0seE/s1600/E+la+notte+si+tinse+di+sangue.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 180px; height: 283px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S_FQ1FlYROI/AAAAAAAAATQ/zesNKiV0seE/s400/E+la+notte+si+tinse+di+sangue.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472243895194109154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0211971/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;SCHEDA FILM&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Cain Adamson (Mathieu Carrière) è un reduce, ex combattente in Vietnam, con (come ogni buon reduce del Vietnam che si rispetti) un passato da eroe di guerra e un presente che lo vede coacervo di problemi psichici e comportamentali. Sbarcato a Belfast, si ritrova a girovagare per le strade della città, cercando disperatamente di sbarcare il lunario, tra mense dei poveri, squallore, povertà e attentati dell'IRA.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Un giorno si ritrova, affamato e disperato, davanti alla porta di una piccola pensione, abitata da un gruppo di giovani infermiere. Le ragazze, nonostante una certa diffidenza, lo ospitano, seppur per il breve tempo di un semplice pasto.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Tuttavia, nella mente tormentata di Adamson comincia rapidamente a prendere corpo un piano, per poter raggranellare un po' di denaro. La stessa notte, infatti, il reduce si intrufola nella casa delle ragazze, con l'intento di derubarle. Una volta nella casa, però, Adamson viene colto da un violento raptus che lo spinge a seviziare e uccidere le giovani infermiere, una ad una...&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;La pellicola, diretta dal canadese Denis Héroux (questo è il suo penultimo film), è composta da due parti ben distinte; una suddivisione, questa, che obbliga ad un'analisi disgiunta. Nella prima parte, l'obiettivo è quello di descrivere l'inferno interiore ed esteriore del protagonista, afflitto dai propri problemi psichici e immerso in una cupa realtà, d'angosciante squallore e miseria (materiale ed interiore). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Da questo punto di vista, il primo segmento del film è forse quello più interessante o, comunque, quello meglio riuscito, nonostante il lavoro non proprio eccelso di Mathieu Carrière, attore tedesco molto prolifico, soprattutto in televisione. Il tentativo di analisi psicosociale, insieme a quello di tratteggiare un protagonista che, seppur alla ricerca della pace interiore, si mostra penetrabile e mutevole, rispetto alla desolante violenza dell'ambiente esterno (lo sfondo è quello di una Belfast al centro di scontri cruenti, tra indipendentisti irlandesi e governo inglese), sono probabilmente l'unica cosa da salvare in un film che crolla, inesorabilmente, nella seconda parte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S_FRZJj35FI/AAAAAAAAATY/26SAm5EEPI0/s1600/3634222763_4f1428840b.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 206px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S_FRZJj35FI/AAAAAAAAATY/26SAm5EEPI0/s320/3634222763_4f1428840b.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472244514736825426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;a name="firstHeading"&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;È qui, infatti, che la sceneggiatura di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Géza von Radvànyi (regista, sceneggiatore e produttore ungherese, di un certo spessore) mostra il suo lato più debole. Il tentativo di dare profondità al film, infatti, lascia il posto ad una seconda parte, smaccatamente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;exploitativa&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, dove il protagonista si trasforma (abbastanza inspiegabilmente, nonostante tutto) in un sanguinario maniaco sessuale. Adamson sequestra le giovani e belle infermiere, le obbliga a spogliarsi e ad avere rapporti lesbici, le sevizia e, infine, le uccide. Malgrado queste “squisitezze” da buongustaio, che farebbero felice qualsiasi appassionato di un certo cinema di(de)genere, Héroux non spinge eccessivamente (come avrebbe potuto e dovuto, a questo punto), sul pedale sanguinolento dell'exploitation. Si passa, quindi, da una regia scarnificata ed essenziale, funzionale alla prima parte del film, ad un tripudio di tette, culi e cespuglioni pelosi, decisamente &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;vintage&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; ma, tutto sommato, parecchio noioso e ripetitivo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S_FRmjgZwPI/AAAAAAAAATg/9OYvVS2k1UY/s1600/3634223711_d3b875a3ff.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 179px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S_FRmjgZwPI/AAAAAAAAATg/9OYvVS2k1UY/s320/3634223711_d3b875a3ff.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472244745039888626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Per il cinefilo incallito segnalo, inoltre, che la pellicola di Denis Héroux mostra interessanti  similitudini con il film “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=F1v6gO2m7B4"&gt;Angeli violati&lt;/a&gt;”, diretto da Koji Wakamatsu nel 1967. Entrambi i film, infatti, traggono ispirazione dalle efferate gesta, di cui si rese protagonista l'americano &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Speck"&gt;Richard Speck&lt;/a&gt;, negli anni '60. Anche nel film di Wakamatsu, ritroviamo un giovane protagonista, disturbato e sessualmente represso, deciso ad introdursi in un dormitorio di giovani infermiere, con l'intenzione di torturarle ed ucciderle. Fatte le dovute distinzioni, il film di Héroux, in alcuni momenti, sembra quasi una versione occidentalizzata e diluita (il film di Wakamatsu dura poco più d'un ora) di “Angeli violati”. Ovviamente, il cinema di Koji Wakamatsu è tutt'altra cosa e “Angeli violati”, nella fattispecie, è un film che riesce realmente, in maniera mirabile ed intelligente, a parlare di follia, repressione ed ossessione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Per l'amante delle bellezze un po' &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;retrò&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, invece, segnalo la presenza, nel film di Héroux, di Leonora Fani (“Giallo a Venezia”, “Bestialità”, “Calde labbra”), Ely Galleani (“La via della prostituzione”, “Nero veneziano”, “Emanuelle nera: Orient reportage”, “Mark il poliziotto spara per primo”, “La polizia incrimina, la legge assolve”, “Una lucertola con la pelle di donna”, “5 bambole per la luna d'agosto”) e Debra Berger (“Quel maledetto treno blindato”, “Emanuelle nera: Orient reportage”).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;MEISTER STEINER DICE: 3,5&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-1647978062579833172?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/1647978062579833172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/ignude-per-il-massacro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/1647978062579833172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/1647978062579833172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/ignude-per-il-massacro.html' title='IGNUDE PER IL MASSACRO'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S_FQ1FlYROI/AAAAAAAAATQ/zesNKiV0seE/s72-c/E+la+notte+si+tinse+di+sangue.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-2738112481982644292</id><published>2010-05-13T05:03:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:16:33.776-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Horror'/><title type='text'>NON ENTRATE IN QUELLA STANZA</title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;1408 (1408 - USA 2007) di Mikael Hafstrom&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=CyxECUOJECI"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;1408 (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-vny1NyEoI/AAAAAAAAARg/SNbGqhL_gjg/s1600/stephen_king_1408_poster_final3.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-vny1NyEoI/AAAAAAAAARg/SNbGqhL_gjg/s320/stephen_king_1408_poster_final3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0450385/"&gt;&lt;i&gt;SCHEDA FILM&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Un tempo, Mike Enslin (John Cusack) era un giovane scrittore di talento con un radioso futuro davanti. La sua vita cambia completamente quando, in seguito alla morte della figlia (divorata da una malattia incurabile) e al conseguente tracollo del proprio matrimonio, la sua carriera di scrittore prende una piega totalmente inaspettata. Da giovane promessa della narrativa, Mike trova un discreto successo trasformandosi in un autore di saggi, incentrati su tematiche horrorifiche. Benché sia uno scrittore estremamente prolifico e amato dagli appassionati del genere, Mike Enslin ha sviluppato un profondo scetticismo nei confronti di tutto ciò che, solitamente, viene fatto rientrare nella categoria del “paranormale”, arrivando a provare un certo cinico piacere nello sbugiardare tutte le mistificazioni e le frodi, che si nascondono dietro questo genere di fenomeni.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Un giorno, Mike riceve un'anonima cartolina dal Dolphin Hotel di New York, uno degli alberghi più celebri e lussuosi della grande mela. Nel messaggio, lo scrittore viene invitato a non entrare nella camera 1408. Incurante dell'avvertimento, Mike accetta la singolare sfida, convinto di poter ricavare da quell'esperienza il materiale necessario per un nuovo libro. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Giunto in albergo, viene informato dal direttore Gerald Olin (Samuel L. Jackson) della terrificante fama che circonda la famigerata camera 1408. Nel corso degli anni, infatti, un numero incredibile di persone ha perso la vita, all'interno della stanza, nei modi più assurdi  ed efferati. La maggior parte delle persone, secondo la testimonianza del direttore, di solito non riesce a passare più di un'ora nella camera, senza fuggire in preda al panico.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Stimolato da quello che interpreta come un attacco al proprio ruolo di “smascheratore di inganni”, Enslin convince il riluttante direttore Olin a farsi consegnare le chiavi della stanza infestata, per poter passare un'intera notte nella camera 1408...&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;I presupposti c'erano tutti, per poter realizzare qualcosa di più d'una (seppur riuscita) onesta e semplice trasposizione cinematografica, dell'ennesima fatica letteraria di Stephen King. Basato sull'omonimo racconto, contenuto nell'antologia “Tutto è fatidico”, “1408” malgrado il grande riscontro di pubblico (è stato uno dei film più redditizi del 2007) e di critica (per molti, il miglior film horror, uscito quell'anno) è una pellicola che, a mio modesto avviso, può dirsi riuscita solo in parte. Nonostante la regia, precisa e attenta, dello svedese Mikael Hafstrom (il suo “Evil – Il ribelle” ha ricevuto, nel 2003, una &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;nomination&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;  all'Oscar come migliore film straniero) e l'interpretazione di un ottimo John Cusack, perfetto nel ruolo del cinico e disilluso protagonista, coadiuvato da un “mefistofelico” Samuel L. Jackson, la pellicola non si discosta molto da quelli che sono i classici canoni, tipici delle trasposizioni filmiche delle opere del cosiddetto “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;maestro della prosa post-alfabetizzata”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-voPbNJryI/AAAAAAAAARo/PE40t3y9aoo/s1600/1408.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-voPbNJryI/AAAAAAAAARo/PE40t3y9aoo/s320/1408.jpg" width="320" border="0" height="214" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt; Anche se il film funziona piuttosto bene, osservandolo da questa angolazione, mi sembra francamente eccessivo indicarlo, così come ha fatto molta critica, come una delle pellicole meglio riuscite, tra quelle tratte da King. Lasciando da parte (per ovvi motivi) un film come “Shining”, come si può anche solamente paragonare “1408” a opere come: “Carrie, lo sguardo di satana”, “La zona morta”, “Christine, la macchina infernale”, “Stand By Me – Ricordo di un'estate”, “Misery non deve morire”, ma anche allo stesso “The Mist”, uscito nel medesimo anno (questo si, miglior film horror del 2007, se non degli ultimi due lustri!)?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-voeY15xkI/AAAAAAAAARw/bN0AWJQFpL8/s1600/1408_4.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-voeY15xkI/AAAAAAAAARw/bN0AWJQFpL8/s320/1408_4.jpg" width="320" border="0" height="214" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Tuttavia, i presupposti, come accennavo prima, c'erano tutti per poter regalare allo spettatore un'esperienza cinematografica leggermente più significativa. Va dato atto al film, ad esempio, il merito d'aver abilmente schivato le suggestioni più truculente, nonché quell'odiosa (giacché abusata) tendenza, di certo cinema horror, al gratuito “colpo di scena”, ormai talmente inflazionato e prevedibile da spingerci a saltare dalla sedia per consuetudine, o per pura e semplice solidarietà nei confronti degli autori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-voqHNJpoI/AAAAAAAAAR4/y-zW-tedaHM/s1600/john_cusack_is_mike_enslin_in_mikael_h_fstr_m_s_1408.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-voqHNJpoI/AAAAAAAAAR4/y-zW-tedaHM/s320/john_cusack_is_mike_enslin_in_mikael_h_fstr_m_s_1408.jpg" width="320" border="0" height="214" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;La stessa idea della stanza come luogo concretamente (e metaforicamente) chiuso, dove il protagonista non può più sfuggire dagli spettri del proprio passato ed è necessariamente costretto a venire a patti, per la prima volta, con i propri profondi e laceranti sensi di colpa (idea non mutuata dal racconto originale, se non erro), poteva essere sviluppata in maniera più originale e decisamente meno semplicistica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Piccola curiosità: il nome “Dolphin Hotel” è stato scelto da Stephen King come palese omaggio al Dolphin Hotel, mitico albergo di Sapporo tra le nevi dell'Hokkaido, presente in “Nel segno della pecora”, romanzo culto di Haruki Murakami e nel suo ideale seguito “Dance, Dance, Dance”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-vpU8T3vYI/AAAAAAAAASA/lKbTawxS8ZE/s1600/nelsegnodellapecora.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-vpU8T3vYI/AAAAAAAAASA/lKbTawxS8ZE/s200/nelsegnodellapecora.jpg" width="123" border="0" height="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-vpfo-_2XI/AAAAAAAAASI/MYaHxAJgExM/s1600/dance-dance-dance.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-vpfo-_2XI/AAAAAAAAASI/MYaHxAJgExM/s200/dance-dance-dance.jpg" width="122" border="0" height="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;MEISTER STEINER DICE: 5,5&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-2738112481982644292?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/2738112481982644292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/non-entrate-in-quella-stanza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/2738112481982644292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/2738112481982644292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/non-entrate-in-quella-stanza.html' title='NON ENTRATE IN QUELLA STANZA'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-vny1NyEoI/AAAAAAAAARg/SNbGqhL_gjg/s72-c/stephen_king_1408_poster_final3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-6480926599883830744</id><published>2010-05-10T06:41:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:17:03.568-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Drama/Comedy'/><title type='text'>ROAD MOVIE - GUSTO MISO</title><content type='html'>&lt;div face="Arial,Helvetica,sans-serif"&gt;&lt;b&gt;19 (19 - Giappone 2000) di Kazushi Watanabe&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=61YYz37COgg"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;19 (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-gKbr8ko6I/AAAAAAAAARI/60mg6HgkSmA/s1600/affiche-1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-gKbr8ko6I/AAAAAAAAARI/60mg6HgkSmA/s320/affiche-1.jpg" width="240" border="0" height="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0262196/"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;SCHEDA FILM&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Il giovane Usami (Daijiro Kawaoka) mentre, in pieno giorno, sta tranquillamente percorrendo, sul suo scooter, la periferia di Tokyo, viene improvvisamente avvicinato con una banale scusa, da tre ragazzi a bordo di una fiat 500. Il trio, senza alcuna apparente ragione, lo carica di peso in macchina e lo rapisce. Il terrorizzato Usami è inizialmente convinto che i tre siano intenzionati a chiedere un riscatto ma, con profonda sorpresa, scoprirà che l'unico interesse del misterioso trio è coinvolgerlo nelle proprie scorribande. A poco a poco, la naturale diffidenza del ragazzo viene meno, per essere sostituita da un singolare senso di appartenenza, nei confronti del gruppo. Ben presto, infatti, lo stile di vita, completamente amorale, dei tre rapitori eserciterà su Usami un fascino sempre maggiore, fino a spingerlo a collaborare con loro, quando il gruppo verrà coinvolto in un tragico incidente...&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;“&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;19” rappresenta il debutto alla regia di Kazushi Watanabe (nel 2004 ha diretto “Space Police” e nel 2007 “Captain Tokyo”), conosciuto ai più per aver interpretato, nel 2001, il ruolo del “visitatore” nel &lt;i&gt;pasoliniano&lt;/i&gt; “Visitor Q” di Takashi Miike.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Basato su un omonimo corto del 1996 (e, a quanto pare, ispirato a fatti realmente accaduti), “19” possiede le caratteristiche e la struttura del &lt;i&gt;road movie&lt;/i&gt; classico (il viaggio come metafora del cambiamento interiore, del conseguimento della maturità e della consapevolezza), fuse con alcune soluzioni narrative e, soprattutto, stilistiche vicine al cinema picaresco di Takeshi Kitano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-gLDztRsPI/AAAAAAAAARQ/kyMpBDqyBTg/s1600/19_motiv04_klein.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-gLDztRsPI/AAAAAAAAARQ/kyMpBDqyBTg/s320/19_motiv04_klein.jpg" width="320" border="0" height="188" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Watanabe (che, oltre alla regia, firma anche la sceneggiatura e interpreta il ruolo di Yokohama, il capo dei rapitori) riesce ad amalgamare, con alterna fortuna, tutti questi ingredienti, realizzando una pellicola, tutto sommato interessante (a maggior ragione, se pensiamo che si tratta della sua opera prima), anche se con quelle incertezze di troppo che m'impediscono di affibbiargli la piena sufficienza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-gLR3G_xXI/AAAAAAAAARY/7O6iZrnqDOA/s1600/1972973,gXXWXpH4Ou3xebtd%2BGtZhJnAaGFfKrOt2vBgvkKOdyaDcXIroOUOxalNfgF2iHxbs%2Bolefclsyg_koAe02%2B1uw%3D%3D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-gLR3G_xXI/AAAAAAAAARY/7O6iZrnqDOA/s320/1972973,gXXWXpH4Ou3xebtd%2BGtZhJnAaGFfKrOt2vBgvkKOdyaDcXIroOUOxalNfgF2iHxbs%2Bolefclsyg_koAe02%2B1uw%3D%3D.jpg" width="320" border="0" height="190" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Discreta la prova degli attori, Kawaoka e Watanabe su tutti, Masashi Endo (già visto, in chiave rockabilly, nel delirante “Wild Zero”), ma anche i “non professionisti” Takeo Noro e Ryo Shinmyo. In un breve cameo (è il poliziotto della stradale) compare Nachi Nozawa, storico doppiatore (sue sono le voci giapponesi di Clint Eastwood, Al Pacino, Bruce Willis, Dustin Hoffman e molti altri).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Particolarmente intrigante la fotografia, tra lo slavato e l'&lt;i&gt;overlight&lt;/i&gt;, che dona al film un look davvero singolare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;MEISTER STEINER DICE: 5,5 &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-6480926599883830744?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/6480926599883830744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/road-movie-gusto-miso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/6480926599883830744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/6480926599883830744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/road-movie-gusto-miso.html' title='ROAD MOVIE - GUSTO MISO'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-gKbr8ko6I/AAAAAAAAARI/60mg6HgkSmA/s72-c/affiche-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-6680295125774272015</id><published>2010-05-06T10:20:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:17:44.335-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Horror/Drama'/><title type='text'>POSSESSIONI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;POSSESSION (Possession - Francia/Germania 1981) di Andrzej Zulawski&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=xxVdtYAs8-w"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Possession (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MMHCcXOmI/AAAAAAAAAQA/rYubyfILvGw/s1600/oir16e82.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468227687612365410" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MMHCcXOmI/AAAAAAAAAQA/rYubyfILvGw/s400/oir16e82.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 337px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 253px;" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0082933/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;SCHEDA FILM&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;In una Berlino onirica ed irreale, Mark ed Anna (interpretati rispettivamente da Sam Neill e Isabelle Adjani) vivono, con il proprio figlio di appena cinque anni, in un appartamento, praticamente adiacente al celebre muro.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;&lt;/style&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;I due sono in piena crisi coniugale. Una crisi, in fin dei conti, abbastanza convenzionale, caratterizzata dalle consuete incomprensioni, dai reciproci sospetti e dall'incomunicabilità che, spesso, fa da sfondo ai rapporti sentimentali. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Mark, il quale lavora per i servizi segreti tedeschi, scopre che sua moglie lo tradisce con Heinrich, uno strano individuo dedito a pratiche orientali, che vive con la propria anziana madre, in un antico palazzo, residuato dell'alta borghesia tedesca.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Nella speranza di fare chiarezza nel proprio matrimonio, l'uomo decide di abbandonare il lavoro. I suoi superiori lo invitano, quindi, ad un periodo di riflessione ma, allo stesso tempo, gli affidano un nuovo incarico, a dir poco insolito: rintracciare uno strano individuo (forse una ex spia), del quale non si conosce quasi nulla, se non la predisposizione ad indossare calzini rosa.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Mark, ossessionato dai comportamenti di Anna, sempre più bizzarri ed isterici, affida ad un investigatore privato il compito di pedinarla. Il detective scopre che la donna ha preso in affitto, all'insaputa del marito, un appartamento in un vecchio e decadente edificio. Qui l'uomo scoprirà, a sue spese, una verità assurda e raccapricciante. Anna, infatti, ha un secondo spasimante: un osceno essere lovecraftiano, con il quale la donna si esibisce regolarmente in tentacolari rapporti sessuali.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nel 1981, il regista polacco Andrzej Zulawski (“L'importante è amare”, “Amore balordo” e “La sciamana”) ex assistente di Wayda, realizza il suo film più celebre e controverso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Presentato al Festival di Cannes, dove una stupefacente Adjani si aggiudicò la Palma d'Oro come miglior attrice protagonista, il lavoro di Zulawski venne riconosciuto, fin da subito, come opera estremamente scandalosa: eccessivo, violento, disdicevole per lo spettatore “tradizionalista”, ma anche ridondante, irritante e gratuito per parte della critica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MMXbqWeSI/AAAAAAAAAQI/AHqBqG6ZcBI/s1600/possessionsa1ng0.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468227969259829538" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MMXbqWeSI/AAAAAAAAAQI/AHqBqG6ZcBI/s320/possessionsa1ng0.jpg" style="cursor: pointer; height: 180px; width: 320px;" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Film “maledetto” per antonomasia (la pellicola è stata oggetto di talmente tanti tagli e manipolazioni, che la sua effettiva durata, ancora oggi, è argomento di discussione), incompreso da buona parte della  critica dell'epoca (ma subito apprezzato da una fetta di pubblico non &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;mainstream&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;), letteralmente adorato da un genio come David Lynch, “Possession” è senza dubbio una delle opere più disturbanti e provocatorie della storia del cinema.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;“&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Horror metafisico”, “viaggio surreale onirico-visivo”, “provocazione gratuita e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;grandguignolesca&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; di isterismo visionario”, sono solo alcune delle etichette e definizioni che il film si porta sulle spalle da quasi trent'anni. A prescindere da queste ovvie stampigliature (che, tuttavia, hanno contribuito non poco alla fama del film), asciugato da filtri, interpretazioni e chiavi di lettura, ciò che rimane è il racconto del fallimento del tradizionale rapporto di coppia borghese. La rappresentazione malsana di una relazione degenerata e banale, folle e convenzionale allo stesso tempo. La raffigurazione di una crisi che trasporta i protagonisti da uno stato di normalità dolorosa, ad uno di follia inesorabile ed abissale. La storia di un viaggio, in uno scenario surreal-metafisico, verso la pura follia, attraverso l'ossessione, la mostruosità (interiore/esteriore) ed un insalubre e sanguinolento delirio carnale, pregno di suggestioni &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;cronenberghiane.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MMiPqV3sI/AAAAAAAAAQQ/wH1IBGUF2AU/s1600/Possession-Isabel-Adjani.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468228155017125570" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MMiPqV3sI/AAAAAAAAAQQ/wH1IBGUF2AU/s320/Possession-Isabel-Adjani.jpg" style="cursor: pointer; height: 191px; width: 320px;" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Paesaggio ideale per il cammino dei due protagonisti è una Berlino, precedente allo smantellamento della Cortina di ferro, disabitata ed irreale, che sembra fuoriuscita da un dipinto di De Chirico o Magritte. Una città deserta, metafisica e surreale, quindi, impregnata di un'atmosfera decadente e distorta, dove l'unica presenza fisica dell'uomo, in una inquietante sequenza, è testimoniata da una vecchietta che esulta in lontananza, dopo l'esplosione di un appartamento. Un ambiente saturo di un simbolismo, a volte fin troppo ovvio e compiaciuto, come nel caso del muro, emblema dell'incomunicabilità della coppia, ma anche della divisione tra il bene e il male, uno dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;leitmotiv&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;  principali del film.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MMrnXjx6I/AAAAAAAAAQY/jLdIksMq_h4/s1600/Possession.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468228315999618978" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MMrnXjx6I/AAAAAAAAAQY/jLdIksMq_h4/s320/Possession.jpg" style="cursor: pointer; height: 222px; width: 320px;" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Tematica fondamentale, alla quale è inevitabilmente collegata quella del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;doppelganger&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, il “doppio” nel quale riversiamo le nostre ossessioni e che diventa, di fatto, la nostra parte mostruosa, malata e nascosta. Nella ormai celebre &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=3rMRGC_NEcg"&gt;scena della metropolitana&lt;/a&gt; (considerata una delle sequenze più shoccanti, mai viste in un film), Anna partorisce due esseri (bene e male, bianco e nero, maschile e femminile, est ed ovest), uno dei quali si identifica con l'aspetto più rassicurante della propria personalità, cioè con Helen (sempre interpretata dalla Adjani), l'Anna ideale, tenera e dolce maestra d'asilo, mentre l'altra creatura, la parte maligna, protetta e taciuta, è destinata a trasformarsi in una sorta di essere superiore, che prenderà l'aspetto di un Mark idealizzato. Il bene, sembra dire Zulawski, altro non è che il pallido riflesso del male, almeno fino all'apocalittica sequenza finale dove, nonostante il trionfo del demoniaco, bene e male si confondono in un meraviglioso gioco di chiaroscuri,  sul volto ambiguo e bellissimo di Isabelle Adjani.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MEISTER STEINER DICE: 8&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margi&lt;/style&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-6680295125774272015?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/6680295125774272015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/possessioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/6680295125774272015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/6680295125774272015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/possessioni.html' title='POSSESSIONI'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MMHCcXOmI/AAAAAAAAAQA/rYubyfILvGw/s72-c/oir16e82.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-5027331894514313627</id><published>2010-05-06T10:09:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:18:30.409-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thriller/Horror'/><title type='text'>LA NOTTE DEL DRIVE IN (1)</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;IN CORSA CON IL DIAVOLO (Race with the Devil - USA 1975) di Jack Starrett&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=wqv6PIH_ymY"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In corsa con il diavolo (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;...La presenza di R.G. Armstrong ne "La Macchina Nera" mi ha fatto tornare alla mente un altro piccolo cult movie degli anni '70, nel quale il "Bob Ollinger" di "Pat Garrett &amp;amp; Billy the Kid" recita a fianco di Peter Fonda e del grande Warren Oates, uno dei volti più c&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;aratteristici del cinema americano di quegli anni...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-L5Ljz23YI/AAAAAAAAAOc/LPQ_Ab00zRc/s1600/locandina.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468206874567826818" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-L5Ljz23YI/AAAAAAAAAOc/LPQ_Ab00zRc/s400/locandina.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 308px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 400px;" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.imdb.it/title/tt0073600/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;SCHEDA FILM&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;  &lt;/style&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style="font-family: arial;"&gt;Due coppie di amici, decisi a trascorrere le proprie vacanze in Colorado su un camper, assistono involontariamente ad un sacrificio umano ad opera di una misteriosa setta di adoratori del demonio. Da quel momento saranno oggetto delle "attenzioni" dei membri della congrega, decisi ad ottenere il loro silenzio, in un clima di crescente inquietudine e sospetto.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nel film si sviluppano efficacemente (nonostante alcune piccole ingenuità) alcune tematiche care al cinema USA, come il tema pionieristico dell'&lt;i&gt;assedio&lt;/i&gt;, della &lt;i&gt;congiura&lt;/i&gt; e della contrapposizione tra città/civiltà e campagna/barbarie. I novelli pionieri si rifugiano nel loro camper/fortino ("siamo autosufficienti" tiene a ribadire Oates), accerchiati dai fantasmi della propria (giustificata) paranoia.&lt;br /&gt;Gli ultimi venti minuti non sono altro che un palese omaggio a "Ombre Rosse", con Fonda che spara dal tetto del camper come John Wayne, il camper stesso al posto della diligenza, l'asfalto al posto del deserto e gli adoratori di satana che sembrano i guerrieri di Geronimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra sia previsto il solito, inutile, remake.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-L5gHwf4mI/AAAAAAAAAOs/NA9x9TFU2t8/s1600/racedevil.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468207227814797922" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-L5gHwf4mI/AAAAAAAAAOs/NA9x9TFU2t8/s320/racedevil.jpg" style="cursor: pointer; height: 223px; width: 320px;" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-L5flIm5iI/AAAAAAAAAOk/y9KXMxDetcU/s1600/465796912_913a85e4a4.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468207218520679970" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-L5flIm5iI/AAAAAAAAAOk/y9KXMxDetcU/s320/465796912_913a85e4a4.jpg" style="cursor: pointer; height: 197px; width: 320px;" border="0" /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;MEISTER STEINER DICE: 7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-L5flIm5iI/AAAAAAAAAOk/y9KXMxDetcU/s1600/465796912_913a85e4a4.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-5027331894514313627?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/5027331894514313627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/la-notte-del-drive-in-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/5027331894514313627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/5027331894514313627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/la-notte-del-drive-in-1.html' title='LA NOTTE DEL DRIVE IN (1)'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-L5Ljz23YI/AAAAAAAAAOc/LPQ_Ab00zRc/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-4884064636924222918</id><published>2010-05-06T09:59:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:19:17.409-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fantasy'/><title type='text'>SPAGHETTI FANTASY</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } -&lt;/style&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;I PALADINI - STORIA D'ARMI E D'AMORI (I paladini - Storia d'armi e d'amori - Italia/USA 1983) di Giacomo Battiato&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=RmHsID_SjZI"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial,sans-serif;font-size:85%;"  &gt;I paladini - Storia d'armi e d'amori (Temple Fight Scene)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S_EOeJnpjUI/AAAAAAAAAS4/3s5xFEW7HmI/s1600/HeartsAndArmourAustralianMoviePoster.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img style="width: 221px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S_EOeJnpjUI/AAAAAAAAAS4/3s5xFEW7HmI/s320/HeartsAndArmourAustralianMoviePoster.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0086074/"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;SCHEDA FILM&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Nel 1983, sulla scia di "Excalibur" di Boorman, esce questo delirio pop-medioevale (coproduzione usa/italia), diretto da Giacomo Battiato, autore anche del soggetto (un improbabile mix di Ariosto e Tasso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film, diciamolo subito, è in verità bruttino, anche se garantisce un (non so quanto voluto) particolare effetto straniante, forse a causa dell'ambientazione e dei costumi, che donano al film un’interessante atmosfera a-storica e a-temporale (ad un certo punto compare anche un samurai).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cast è perlomeno singolare: accanto a Barbara De Rossi, Zeudi Araya e Tanya Roberts, troviamo Ron Moss (!) e Maurizio Nichetti (nella sua peggior interpretazione, credo), insieme a nomi caratteristici del cinema di genere del periodo: Leigh McCloskey, Al Cliver, Hal Yamanouchi e Bobby Rhodes...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S_EQvTBFIRI/AAAAAAAAATA/4J6ajHBAXEg/s1600/paladinstor12.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 219px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S_EQvTBFIRI/AAAAAAAAATA/4J6ajHBAXEg/s320/paladinstor12.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472173426976563474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;Alcune idee non sono male: in una delle prime sequenze, Barbara De Rossi (Bradamante) viene assalita da un gruppo di briganti sfigati. Prima che i tre possano sfogare i propri bassi istinti, giunge un cavaliere che li fa (letteralmente) a pezzi. Lei alza la visiera dell'elmo, per vedere il volto del suo salvatore, e sotto non trova niente. Probabilmente, ai più una scena del genere non direbbe granché...a meno che non fossero da sempre affascinati ed ossessionati (come il sottoscritto) dal quel tipo di fobia, espressa anche da J. Lorrain, nel racconto "I buchi della maschera", che porta a pensare che, dietro ad una maschera, si possa nascondere il nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S_EQ-WX24WI/AAAAAAAAATI/gSWQbOOIssM/s1600/paladinstor13.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 220px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S_EQ-WX24WI/AAAAAAAAATI/gSWQbOOIssM/s320/paladinstor13.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472173685575442786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;Barbara De Rossi, mostra generosa il fondoschiena (ed è un bel vedere). Ron Moss, che interpreta il ruolo del saraceno Ruggero, è meno peggio di quanto si possa pensare, ma il mio preferito rimane Ferraù (Tony Vogel), che sputa, fa le faccette da matto e fa pure il gesto del dito medio a Orlando…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ambientazione ed i costumi (Anna Cecchi) sono eccellenti, anzi figosi (per dirla a la Derek Zoolander).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;MEISTER STEINER DICE: 5 &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-4884064636924222918?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/4884064636924222918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/spaghetti-fantasy.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/4884064636924222918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/4884064636924222918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/spaghetti-fantasy.html' title='SPAGHETTI FANTASY'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S_EOeJnpjUI/AAAAAAAAAS4/3s5xFEW7HmI/s72-c/HeartsAndArmourAustralianMoviePoster.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-2028456871345773555</id><published>2010-05-06T09:46:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:20:17.725-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sci-fi/Fantasy'/><title type='text'>GALEONI E PALLONI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;LA NEBBIA DEGLI ORRORI aka IL CONTINENTE SCOMPARSO (The Lost Continent - GB 1968) di Michael Carreras e (non accreditato) Leslie Norman&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=oJ3oQMLMBnk"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;La nebbia degli orrori aka Il continente scomparso (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lz4YX0w5I/AAAAAAAAANc/Ocn6UzFKQks/s1600/Lost+Continent+Frankreich.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 255px; height: 324px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lz4YX0w5I/AAAAAAAAANc/Ocn6UzFKQks/s400/Lost+Continent+Frankreich.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468201047521805202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0063240/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;SCHEDA FILM&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;&lt;/style&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In una vecchia striscia dei “Peanuts”, Lucy deve illustrare la copertina del romanzo di Snoopy (quello che inizia con “era una notte buia e tempestosa…”). La copertina, secondo le istruzioni dell’autore stesso, dovrebbe raffigurare un gruppo di cowboys che, sul ponte di un sommergibile, combatte contro alcuni soldati della legione straniera, il tutto condito da una gran quantità di leoni e tigri. Il faccione sbigottito di Charlie Brown, quando Lucy gli confessa che il bracchetto si è lamentato perché nel suo disegno non compaiono abbastanza tigri, è più o meno lo stesso faccione sbigottito che ho fatto io, quando le prime immagini di “La nebbia degli orrori” hanno fatto capolino sul mio mivar rotto.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;p face="arial" style="text-align: justify;"&gt;Sul ponte di una moderna nave mercantile, completamente avvolta da spirali di nebbia giallastra, si sta svolgendo un funerale. Nulla di particolarmente strano se non fosse per la presenza, accanto a marinai e passeggeri, di alcuni membri dell’inquisizione spagnola, conquistadores e soldati con tanto di caratteristico morione, archibugio e alabarda.&lt;br /&gt;E’ evidente che, un incipit talmente eccentrico da far impallidire Lansdale, non possa che suscitare domande del tipo: e ora come faranno a giustificare una simile stramberia? e ancora: la spiegazione sarà sufficientemente bizzarra? quando lo stesso capitano (e io con lui) domanda: “come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto?”, si intuisce che è giunto il momento, per lo spiritello del flashback, di compiere il suo caratteristico triplo salto mortale carpiato all’indietro.&lt;br /&gt;Molti hanno paragonato, non a torto, la prima parte di “La nebbia degli orrori” ad una sorta di Love Boat sotto acido.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p face="arial" style="text-align: justify;"&gt;A bordo di una nave, in partenza da qualche paese dell’Africa occidentale e diretto a Caracas, si trova un discreto esempio d’umanità reietta (espediente che può vantare illustri predecessori, da “Ombre rosse” in giù): un capitano scorbutico e autoritario (novello Blight), il suo secondo pusillanime (nonché finto biondo), un ubriacone un po’ marpione che suona il piano, una biondina assai carina, che si intuisce essere di mutanda lesta (e infatti si spupazza, quasi subito, uno dei marinai), il dottore padre della biondina (bigotto e ipocrita, giacché in realtà è molto peggio della figlia), un’altra biondona, stavolta stagionata, e un misterioso tizio segaligno e baffuto, presumibilmente tutti in fuga da qualcosa.&lt;br /&gt;Il secondo pusillanime, dopo aver scoperto che la nave non trasporta solamente quintali di sfigati ma anche tonnellate di un esplosivo particolare, che possiede la singolare caratteristica di fare “bum” una volta a contatto con l’acqua (grande idea quella di trasportarlo per nave), si rende conto che il mercantile si sta dirigendo, a tamburo battente, in bocca ad una tempesta (il capitano ha strappato il bollettino, tenendo l’equipaggio all’oscuro, vuole andare avanti a tutti i costi ecc. ecc.). Dopo aver cercato inutilmente di ottenere l’appoggio dei passeggeri (ai quali, in fondo, non sembra importare una mazza, né della tempesta, tanto meno dell’esplosivo), il secondo pusillanime viene coinvolto nell’ammutinamento ordito da buona parte dell’equipaggio. Nel bel mezzo della tempesta, gli ammutinati fuggono su una scialuppa (anche se uno ci lascia le penne, quello spupazzato dalla biondina per la precisione), mentre la nave imbarca acqua, in particolar modo nella cambusa dove sono stipati i barattoloni, contenenti l’esplosivo che fa “bum” a contatto con l’acqua. Il capitano persuade i passeggeri ad aiutarlo a spostare i barattoli, in un luogo leggermente più asciutto. Tuttavia, giacché la nave sembra destinata ad affondare ugualmente, il capitano decide di abbandonare il mercantile, tentando la fortuna su l’unica scialuppa libera (tutto questo dopo dieci minuti buoni di film, passati a spostare barattoli da un posto all’altro).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-L0ENE--8I/AAAAAAAAANk/QFuudApeNEc/s1600/readfile.php.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 179px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-L0ENE--8I/AAAAAAAAANk/QFuudApeNEc/s320/readfile.php.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468201250648423362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Nei giorni seguenti, sulla barchetta sboccia la storia d’amore tra il capitano e la milfona biondona (che in realtà è l’ex amante di un potente politico sudamericano, in fuga) e germogliano pure un paio di morti: il dottore ipocrita, il quale viene inghiottito dagli squali, per colpa dell’ubriacone marpione (che da quel momento in poi, si riscatterà dicendo addio alla bottiglia), e un marinaio che da di matto subito dopo, ucciso dalla milfona con una pistola lanciarazzi. Dopo giorni e giorni di navigazione a casaccio, la scialuppa viene avvolta dalla nebbia e circondata da strane alghe dall’aspetto poco rassicurante. Ne fa le spese l’indiano cuoco di bordo (tale Hurry Curry!), trascinato giù dalle alghe fameliche, un secondo prima che la barca sbatta contro la fiancata di una nave, che si rivelerà essere la stessa nave dalla quale sono partiti (una discreta botta di culo se si considera che si trovano in pieno Oceano Atlantico e non al lago di Martignano). La nave è talmente attorniata dalle alghe, le quali creano una sorta di “pavimento”, da essere impossibilitata a ripartire. I passeggeri cercano di fare buon viso a cattivo gioco, tentando di riprendere le loro abitudini: la biondina cerca, invano, di sedurre l’ex ubriacone (ed ex marpione, a questo punto) che, qualche giorno prima, le ha praticamente ucciso il padre; la milfona e il capitano cinguettano, ma poi lei finisce a letto con il baffuto segaligno (che, in realtà, è stato mandato dal politico sudamericano sulle tracce della milfona e che accetta, senza esitare, il pagamento in natura in cambio del suo silenzio), il capitano lo scopre e ci rimane abbastanza male. Come se non bastasse il mercantile sembra essere finito in quello che è un vero e proprio “cimitero per navi”, giacché, avviluppati dalle alghe, appaiono in lontananza le sagome d’innumerevoli vascelli d’ogni epoca e foggia, compresi alcuni galeoni spagnoli.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-L0OSFxF_I/AAAAAAAAAN0/iLRClUcpllA/s1600/vsgoet.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 177px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-L0OSFxF_I/AAAAAAAAAN0/iLRClUcpllA/s320/vsgoet.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468201423792576498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Una sera la biondina, stanca dei continui rifiuti dell’ex ubriacone, cerca di adescare, sul ponte della nave, il baffuto segaligno. Grazie a Dio esiste una qualche giustizia cosmica (trombarsi entrambe le bionde sarebbe stato, in effetti, troppo): prima che i due possano concludere, dalle fetide acque verdastre sbucano le tentacolari appendici di un mostro ricoperto di alghe, che trascinano il malcapitato verso un destino che, s’intuisce essere peggiore della morte. I passeggeri non si sono ancora riavuti dallo stupore (d’aver scoperto d’essersi lasciata sfuggire l’ultima opportunità di una decente trombata, nel caso della biondina) che, in lontananza, scorgono una figura avanzare. Si tratta di un’altra bionda, parecchio tettuta (ma parecchio) che cammina sulle acque (o meglio, sulle alghe), grazie ad un’ingegnosa trovata: sulle spalle porta legati due palloncini gialli e ai piedi indossa due minuscoli canotti. La tettuta confessa ai passeggeri di essere una discendente dei conquistadores spagnoli, rimasti intrappolati in quelle acque per secoli (cosa hanno mangiato e bevuto per secoli, non si sa). Tuttavia, la ragazza non è sola, giacché la nave viene attaccata, quasi immediatamente, da alcuni energumeni che si aggirano tra le alghe, appesi ai caratteristici palloncini (dove abbiano trovato palloni ed elio, è un’altra cosa che non è dato sapere). L’equipaggio affronta eroicamente l’assalto e i discendenti di Cortez sono costretti alla fuga. Tornati sul galeone dal quale sono partiti, scoprono che il loro principe (un bambino talmente stronzino che gli tireresti due sberle, così, tanto per gradire) non è abituato a prendere molto bene i fallimenti altrui. Infatti, spinto dal capo degli inquisitori (un tizio con il cappuccio), il bimbo fa gettare i malcapitati in pasto ad un mostro marino, incrocio tra le tentacolari suggestioni lovecraftiane e le contorte piantine di bambù d’Ikea.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-L0N72qqgI/AAAAAAAAANs/vz1vKWftyYs/s1600/still4.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 250px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-L0N72qqgI/AAAAAAAAANs/vz1vKWftyYs/s320/still4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468201417823660546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Intanto sulla nave, la tettuta decide di fuggire; si reinfila palloncini e canotti e un secondo dopo si ritrova a camminare, sciacquettando sulle alghe. Alcuni membri dell’equipaggio corrono al suo inseguimento (utilizzando i palloncini dei tizi morti durante il tentativo d’abbordaggio), solo per finire in mezzo ad un combattimento tra due mostri di gomma: un granchio gigante dagli occhi cerulei e uno scorpione. In un delirio di caucciù, i nostri riescono a sfuggire alle zanne di cartapesta dei mostri, ma non alle mani dell’inquisizione spagnola. Una volta in catene a bordo del galeone, sembrano ormai destinati ad infoltire la schiera di coloro che sono finiti ad ingrassare il mostro, quando, sul più bello, il resto dell’equipaggio guidato dal capitano fa irruzione sul vascello. Fucili Lee-enfield contro archibugi e alabarde e, in quattro e quattr’otto, l’Inghilterra batte la Spagna 3-0 in gran scioltezza. Il principino stronzino addirittura si ravvede (un attimo prima dell’attacco, grazie alle parole di un marinaio che gli inoculano il dubbio nel cervello) e capisce (in tre secondi netti) d’essere stato per anni manipolato dal capo degli inquisitori, per soddisfare la sua bramosia di sangue. Tuttavia, non andrà molto lontano, pugnalato alle spalle, proprio dall’infido inquisitore, un attimo prima che quest’ultimo tiri le cuoia (ebbene si, il funerale all’inizio del film è proprio quello del principino).  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Gran finale esplosivo (che giustifica, in parte, la presenza, fino a quel momento inutile, dei barattoloni nella stiva della nave), con il galeone che salta in aria in un putiferio di fuochi artificiali e la nave che, libera ormai dalle alghe bruciate nell’esplosione (i galeoni sono rimasti intrappolati per secoli, quando sarebbe bastato dar fuoco alle alghe, a quanto pare), se ne va, verso dove non si sa.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MEISTER STEINER DICE: 4,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-2028456871345773555?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/2028456871345773555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/galeoni-e-palloni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/2028456871345773555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/2028456871345773555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/galeoni-e-palloni.html' title='GALEONI E PALLONI'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lz4YX0w5I/AAAAAAAAANc/Ocn6UzFKQks/s72-c/Lost+Continent+Frankreich.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-3892487852779727443</id><published>2010-05-06T09:35:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:20:55.014-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Horror/Comedy'/><title type='text'>DELIRI POP</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;HAUSU (Hausu - Giappone 1977) di Obayashi Nobuhiko&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=NN0HVJ5tkIM"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;Hausu (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LxQfEDcaI/AAAAAAAAANE/-KfruWziOmI/s1600/hausu.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 274px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LxQfEDcaI/AAAAAAAAANE/-KfruWziOmI/s400/hausu.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468198163099906466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0076162/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;SCHEDA FILM&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  -&lt;/style&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Un gruppo di liceali (ognuna caratterizzata da un nome che riflette le proprie peculiarità: Melody, Sweet, Kung Fu ecc.) si reca, per le vacanze estive, nella villa di campagna (la "Hausu" del titolo) della zia di una di loro. Peccato che la cara zietta sia in realtà una specie di demone-vampiro, intenzionata a cibarsi di queste "spice girls" ante litteram.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt; &lt;p align="JUSTIFY"&gt;“&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Hausu”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;(conosciuto anche come "House"), è un autentico delirio pop psichedelico diretto con mano lisergica da Obayashi Nobuhiko, nel 1977. Una pellicola, talmente strampalata e pacchiana, da sembrare una  produzione hongkonghese!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta, infatti, di una commedia horror (un po' musicarella), curiosa ed estremamente stupida. Obayashi si diverte ad inserire nella pellicola, in maniera completamente folle ed imprevedibile, qualsiasi tipo di trucco ed effetto speciale/visivo, in modo tale da alterare ogni singolo fotogramma con &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;ralenty&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;stop motion&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, inserti animati, fondali dipinti ecc.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lxz1m01UI/AAAAAAAAANU/paAlt_EfOuE/s1600/hausu_jpg_595x325_crop_upscale_q852.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 174px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lxz1m01UI/AAAAAAAAANU/paAlt_EfOuE/s320/hausu_jpg_595x325_crop_upscale_q852.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468198770446751042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Purtroppo, al di là della piacevole e singolare esperienza visiva, il film, benché interessante, altro non è che una pura e semplice giocosa sperimentazione fine a se stessa, contraddistinta semplicemente da un numero impressionante (ed eccessivo) di virtuosismi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LxzUot-NI/AAAAAAAAANM/N0CRBT_eHMM/s1600/Hausu_jpg_595x325_crop_upscale_q85.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 174px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LxzUot-NI/AAAAAAAAANM/N0CRBT_eHMM/s320/Hausu_jpg_595x325_crop_upscale_q85.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468198761596319954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Menzione speciale per la colonna sonora (una delle cose più terribili che io abbia mai ascoltato) e per il gatto sputasangue fioccodineve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le scene weird segnalo: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=RBatYO_9Yg0"&gt;una ragazza divorata da un pianoforte&lt;/a&gt; e un &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=fnWFhPCNHbQ"&gt;uomo trasformato in un mucchio di banane&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MEISTER STEINER DICE: 5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-3892487852779727443?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/3892487852779727443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/deliri-pop.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/3892487852779727443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/3892487852779727443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/deliri-pop.html' title='DELIRI POP'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LxQfEDcaI/AAAAAAAAANE/-KfruWziOmI/s72-c/hausu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-3582758184140963842</id><published>2010-05-06T09:26:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:21:27.093-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thriller'/><title type='text'>RAPACITA'</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;KING OF THE ANTS (King of the Ants - USA 2003) di Stuart Gordon&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.youtube.com/watch?v=4qD4Fs1hqBY"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;King of the Ants (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LugzcupzI/AAAAAAAAAMc/_xfLH9RVmnA/s1600/large158847sc3.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 255px; height: 361px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LugzcupzI/AAAAAAAAAMc/_xfLH9RVmnA/s400/large158847sc3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468195144915134258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0328031/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;SCHEDA FILM&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&lt;/style&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sean Crawley (Sean McKenna) è un giovane, senza arte né parte, che tira a campare lavoricchiando per un’impresa che si occupa di ristrutturare case. La sua vita cambia completamente quando, durante una di queste ristrutturazioni, conosce Duke (George Wendt, il Norm Peterson della serie “Cheers”) il quale lo presenta al suo capo, l’ambiguo uomo d’affari Ray Matthews (Daniel Baldwin). Ray ingaggia Sean per spiare i movimenti di Eric Gatley (Ron Livingston) un contabile che ha appena scoperto qualcosa di losco, negli affari della società di Ray. Per giorni, Sean spia la vita del contabile e della sua famiglia, scoprendosi morbosamente attratto dalla moglie di lui (la splendida Kari Wuhrer). Una sera Ray, ubriaco, offre a Sean 13.000 dollari per eliminare Eric. Sean, pensando che Ray voglia davvero Eric morto (in realtà Ray è sotto i fumi dell’alcool), accetta l’offerta ed uccide il contabile. Accortosi del tragico equivoco, cerca di avvicinare Duke, ma viene prontamente scaricato da chi gli aveva commissionato il lavoro. Quando Sean decide di ricattare Ray, per avere la sua ricompensa, per tutta risposta viene rapito e portato in una vecchia villa abbandonata. Lì sarà torturato per giorni dagli uomini che lavorano per Ray, finché…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Stuart Gordon (“Re-animator”, “From Beyond”, “Dagon”) abbandona, per una volta, le atmosfere horror lovecraftiane, dirigendo questo thriller-noir davvero molto particolare. Il film, asciutto e diretto, è un’amara riflessione sulla natura avida e bestiale dell’essere umano, un ritratto sporco e violento della bramosia dell’uomo. Lo stesso stile di Gordon (qui davvero irriconoscibile, rispetto ai suoi lavori tradizionali) sembra adeguarsi perfettamente al racconto, evolvendosi in una forma decisamente più diretta, aggressiva e "sporca". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ottima, ad esempio, la sequenza del delitto (uno degli omicidi più realistici mai visti in un film) e le terrificanti scene di tortura con la mazza da golf, nonché le immagini disturbanti che rappresentano il rimorso e l’angoscia del protagonista. McKenna, precedentemente attore di soap opera, offre, in questo senso, una prova davvero convincente. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lu1xX5GdI/AAAAAAAAAMk/G-HsMF5gOxU/s1600/king_of_ants.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 250px; height: 166px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lu1xX5GdI/AAAAAAAAAMk/G-HsMF5gOxU/s320/king_of_ants.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468195505135229394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Purtroppo, il punto debole del film è rappresentato da una sceneggiatura a dir poco traballante, nella quale alcune situazioni sono risolte in maniera decisamente troppo frettolosa (una su tutte, l’intervento dell’amico nerd con il furgoncino!). Da questo punto di vista, anche il finalone roboante (benché catartico) stona abbastanza, rispetto a quello che era stato lo stile della pellicola fino a quel punto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LvBaeS4MI/AAAAAAAAAMs/sLHbZ1SubJs/s1600/image3.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 270px; height: 180px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LvBaeS4MI/AAAAAAAAAMs/sLHbZ1SubJs/s320/image3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468195705146499266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In conclusione, un film che merita di essere visto, dotato di soluzioni narrative abbastanza interessanti (e di altre francamente imbarazzanti), che aveva tutte le carte in regole per diventare il classico cult-movie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LvIYsfxXI/AAAAAAAAAM0/Th9xxDxtBzk/s1600/Kari-Wuhrer-%40-King-of-the-Ants-2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 182px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LvIYsfxXI/AAAAAAAAAM0/Th9xxDxtBzk/s320/Kari-Wuhrer-%40-King-of-the-Ants-2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468195824928277874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;MEISTER STEINER DICE: 7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-3582758184140963842?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/3582758184140963842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/rapacita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/3582758184140963842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/3582758184140963842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/rapacita.html' title='RAPACITA&apos;'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LugzcupzI/AAAAAAAAAMc/_xfLH9RVmnA/s72-c/large158847sc3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-7569116038021131478</id><published>2010-05-06T09:05:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:21:46.575-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letture'/><title type='text'>INTERMEZZO LIBRESCO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;COLPO DI SPUGNA di Jim Thompson&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LpsIcIPLI/AAAAAAAAAL8/uZxfrBX_W-w/s1600/9788834711996g.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 317px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LpsIcIPLI/AAAAAAAAAL8/uZxfrBX_W-w/s400/9788834711996g.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468189841970183346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;em&gt;Ai primi del novecento, Nick Corey  è lo sceriffo della minuscola contea di Potts: appena 1280 anime (anzi,  anche meno poiché, come afferma uno dei protagonisti, nel numero sono  compresi anche i negri e questi, si sa, non hanno anima). Nick Corey  sembra avere un solo scopo nella vita: fare il proprio lavoro con il  minor sforzo possibile, sfuggendo ai richiami dei suoi concittadini e  soprattutto ai rimproveri della moglie, un'autentica strega, e alle  stramberie del fratello ritardato di lei. Nick Corey è un perfetto  imbecille, o per lo meno così viene considerato da tutti gli abitanti di  Pottsville, nonché dalla sua stessa famiglia. Proprio quando anche noi  lettori siamo ormai convinti di trovarci di fronte ad uno scemo innocuo,  ecco il corto circuito: Nick Corey non è affatto lento di comprendonio,  anzi non lo è mai stato, è semplicemente convinto che, per vivere  tranquillo, il suo compito sia quello di recitare il ruolo che gli è  stato assegnato. Ben presto tutti si accorgeranno, a proprie spese,  quanto Nick Corey sia decisamente poco "innocuo". &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt; “Colpo  di spugna” (“Pop. 1280”, nell’edizione originale) viene considerato, a  ragione, il capolavoro di Jim Thompson (anche se, personalmente,  continuo a preferire “Diavoli di donne”). Un protagonista tratteggiato  in maniera mirabile, fusione tra Lou Ford, lo sceriffo serial killer di  “L’assassino che è in me” e William Collins, l’ex pugile protagonista di  “E’ già buio, dolcezza” ed una trama a dir poco entusiasmante, nella  quale tutti i tasselli finiscono per incastrarsi tra di loro, alla  perfezione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt; Si tratta di un romanzo spaventoso, agghiacciante, come  lo sono spesso i romanzi di Thompson, un autore in grado di descrivere e  tratteggiare gli aspetti più nascosti e paurosi dell’animo umano, uno  dei pochi autori in grado di “spaventare” realmente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt; "Colpo di  spugna", infatti, è un romanzo dai dialoghi crudeli, nei confronti dei  quali il cinema moderno non può che essere fortemente debitore (dopo  aver letto quello tra il protagonista e il vecchio nero Zio John, non si  può non pensare ai dialoghi dei film di Tarantino o dei fratelli Coen,  ad esempio).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt; Nel 1981 Tavernier (spostando la storia dal Texas  al Senegal) diresse l'omonimo film con Noiret protagonista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lp3n3lwOI/AAAAAAAAAME/WiNIrvBXfQA/s1600/img_255433_lrg.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 170px; height: 245px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lp3n3lwOI/AAAAAAAAAME/WiNIrvBXfQA/s320/img_255433_lrg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468190039385424098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lp-WcP6KI/AAAAAAAAAMM/FjmzccT5MIY/s1600/locandina.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 176px; height: 242px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lp-WcP6KI/AAAAAAAAAMM/FjmzccT5MIY/s320/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468190154966427810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-7569116038021131478?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/7569116038021131478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/intermezzo-libresco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/7569116038021131478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/7569116038021131478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/intermezzo-libresco.html' title='INTERMEZZO LIBRESCO'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LpsIcIPLI/AAAAAAAAAL8/uZxfrBX_W-w/s72-c/9788834711996g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-510630386057520866</id><published>2010-05-06T08:51:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:23:14.479-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Horror/Thriller'/><title type='text'>MARTYRS: L'ESTASI DEL MARTIRIO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;MARTYRS (Martyrs - Francia 2008) di Pascal Laugier&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=lNpDiQimK6U"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;Martyrs (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lm53xvT3I/AAAAAAAAALc/6PCXSuopVbc/s1600/martyrs_poster.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 266px; height: 354px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lm53xvT3I/AAAAAAAAALc/6PCXSuopVbc/s400/martyrs_poster.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468186779480706930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt1029234/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;SCHEDA FILM&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.2&lt;/style&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Francia, 1971. Una ragazzina, impaurita e insanguinata, fugge piangendo da un vecchio mattatoio abbandonato. Dopo essere stata ritrovata in stato confusionale, viene portata in un orfanotrofio. La polizia scopre che la bambina è stata tenuta prigioniera in una stanza, buia e umida, all’interno del mattatoio, per più di un anno, sottoposta a violenze e torture, fisiche e psicologiche. Tuttavia, la piccola Lucie (Mylène Jampanoi) non riesce a raccontare alla polizia né l’identità dei propri aguzzini, tanto meno il motivo per il quale è stata rapita e sottoposta a quella terrificante esperienza. La bambina non presenta alcuna traccia di violenza sessuale, quindi viene subito esclusa la pista che porta ad un rapimento a scopo di stupro. Ma allora per quale assurdo motivo, Lucie è rimasta segregata in quella piccola stanza, legata ad una sedia  per circa un anno?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Nell’orfanotrofio Lucie s’isola, sia dagli adulti che dalle altre bambine, creando una sorta di muro invalicabile per tutti. Per tutti, tranne che per Anna (Morjana Alaoui) un’altra orfana che, in poco tempo, diventa la sua migliore amica. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Una notte Lucie riceve la visita di una misteriosa e terrificante creatura. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Quindici anni dopo, un’allegra famigliola composta da padre, madre e due figli adolescenti, è impegnata nella colazione domenicale, nella cucina della propria casa di campagna. Improvvisamente suonano alla porta. Il padre va ad aprire e si trova davanti Lucie, armata di fucile. La ragazza, senza mostrare alcuna pietà, stermina l’intera famiglia a sangue freddo. Compiuto il massacro, Lucie telefona ad Anna chiedendole di raggiungerla ma, agganciata la cornetta, viene immediatamente assalita dalla stessa creatura che, una notte di quindici anni prima, aveva incominciato a tormentarla: una donna orribilmente sfigurata e deforme.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY"&gt;“&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Martyrs”, scritto e diretto da Pascal Laugier (nel 2011 dovrebbe uscire il suo remake di “Hellraiser”) e presentato al Festival di Cannes 2008, s’inserisce direttamente all’interno di quella nuova corrente horror d’oltralpe (che tanto ha fatto gridare al miracolo gli appassionati del genere), da più parti definita come la &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;nouvelle vague&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt; dell’horror francese e della quale fanno parte film come “Frontier(s)” di Xavier Gens e “Alta tensione” di Alexandre Aja. Si tratta del secondo film di Laugier, dopo l’acclamato “Saint Ange” del 2004, film che personalmente mi ha deluso non poco.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lnj82gbtI/AAAAAAAAALk/yeEJAisXrxI/s1600/martyrs2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 216px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lnj82gbtI/AAAAAAAAALk/yeEJAisXrxI/s320/martyrs2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468187502397386450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY"&gt;“&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Martyrs” è una pellicola che, pur essendo caratterizzata da quegli elementi exploitativi, i quali potrebbero essere superficialmente utilizzati per ricondurla al cosiddetto filone &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Torture Porn&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;, si discosta in maniera piuttosto decisa da questo recente sottogenere dell’horror moderno. L’esplicito (e per questo pornografico) processo di sofferenza e violenza che porta lentamente alla morte, tipico dei &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Torture Porn&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;, è accompagnato, nel film di Laugier, da un’insolita componente che, in mancanza d’altri termini, potrei definire “pudica”. Nulla viene ostentato in maniera magnificata e compiaciuta. Quasi mai, durante la visione, si ha l’impressione che la sofferenza delle protagoniste sia utilizzata per sollecitare il voyeurismo dello spettatore. In “Martyrs”, infatti, esiste uno scopo finale, una meta, per tutto il tormento mostrato o suggerito; come se quei corpi femminili offesi, tagliati e mutilati, fossero semplicemente lo strumento impiegato all’interno di un processo di “ricerca” e “rivelazione” che coinvolge torturatore e torturato, avvolti in una corona luminosa d’atroce complicità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LnsmjbZtI/AAAAAAAAALs/mgjsQfmphmw/s1600/martyrs.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 189px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LnsmjbZtI/AAAAAAAAALs/mgjsQfmphmw/s320/martyrs.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468187651030607570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Anna e Lucie, come suggerisce il titolo del film, sono martiri (e non aggiungo altro, onde evitare lo spoiler). Il termine “martirio” deriva dal greco μαρτύς (&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;martýs&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;) o μαρτύρ (&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;martýr&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;), ovvero &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;testimone. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;In questo caso martiri/testimoni del mistero più grande che attende ognuno di noi. Il martirio presentato come autentico battesimo e strumento purificatore, nonché mezzo di rinascita (vista come il raggiungimento di un nuovo stato), attraverso il dolore e l’annullamento del proprio corpo. Il supplizio interpretato come strumento, attraverso il quale viene attivato quel particolare stato psichico di sospensione ed elevazione della mente, comunemente chiamata “estasi”, mostrata nella sua accezione di “annullamento di sé”. La soppressione della “razionalità discorsiva”, quindi, in favore dell’attivazione dell’emisfero cerebrale destro, quello “emotivo”, quando la mente, attonita, è immersa in uno stato di beatitudine, pronta ad assorbire la rivelazione più attesa. Estasi, quindi, come culmine delle possibilità umane. Autocoscienza raggiunta solo tramite un lungo processo di sofferenza fisica e mentale, imposta, rifiutata ed infine accettata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Ln7Uo-YYI/AAAAAAAAAL0/RNlCqAqTzuk/s1600/martyrs-le-film-vip-blog-com-42207620.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 214px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Ln7Uo-YYI/AAAAAAAAAL0/RNlCqAqTzuk/s320/martyrs-le-film-vip-blog-com-42207620.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468187903920071042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;Ottima prova per Mylène Jampanoi (Lucie) e per la splendida attrice marocchina Morjana Alaoui (Anna), sulle cui spalle poggia tutta la seconda parte del film (quella indubbiamente più interessante).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MEISTER STEINER DICE: 8,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-510630386057520866?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/510630386057520866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/martyrs-lestasi-del-martirio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/510630386057520866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/510630386057520866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/martyrs-lestasi-del-martirio.html' title='MARTYRS: L&apos;ESTASI DEL MARTIRIO'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lm53xvT3I/AAAAAAAAALc/6PCXSuopVbc/s72-c/martyrs_poster.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-5737715532269452485</id><published>2010-05-06T08:08:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:23:14.480-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Horror/Thriller'/><title type='text'>NOUVELLE VAGUE HORROR</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;A L'INTERIEUR (A l'interieur - Francia 2007) di Alexandre Bustillo e Julien Maury&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=vmdCfv2jZKA"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;A l'interieur (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LrHHx8FZI/AAAAAAAAAMU/a1fHfPGJbXo/s1600/a-l-interieur-poster.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 257px; height: 349px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LrHHx8FZI/AAAAAAAAAMU/a1fHfPGJbXo/s400/a-l-interieur-poster.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468191405161321874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0856288/"&gt;SCHEDA FILM&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarah (Allysson Paradise) è una giovane fotografa, giunta all'ultimo mese di gravidanza, la cui vita è stata improvvisamente stravolta, qualche mese prima, da un incidente automobilistico (da lei provocato), nel quale suo marito è rimasto ucciso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La sera della vigilia di Natale, mentre Parigi è sconvolta dalle rivolte nelle banlieue, Sarah sceglie di trascorrere la notte da sola, nel suo grande (e isolato) villino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Improvvisamente, una donna bussa alla sua porta, sostenendo di avere l'auto in panne. Vuole semplicemente fare una telefonata e poi se ne andrà via. Non fidandosi, Sarah decide di non aprirle. La misteriosa donna non demorde, dimostrando di conoscere perfettamente alcuni particolari del suo passato...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;style type="text/css"&gt;&lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.2&lt;/style&gt;&lt;em  style="font-family:arial;"&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Il film di Bustillo e Maury, presentato a Cannes nel 2007 (la giuria abbandonò la sala a metà proiezione, a causa delle scioccanti scene di violenza!), s’inserisce nel recente filone francese horror-splatter, di cui è capostipite “Alta tensione” di Alexandre Aja e proseguito con "Frontière(s)" di Xavier Gens. Premiato al &lt;/span&gt;&lt;em face="arial"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Catalonian International Film Festival&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; come miglior film fantastico, “A l’interieur” è una pellicola (anche questa tutta al femminile, come quella di Aja) che raggiunge picchi di violenza difficilmente tollerabili (altro che quelle cacatine “torture porn” come “Saw” e “Hostel”!) anche perché pizzica, inevitabilmente, le corde più delicate presenti in ognuno di noi (la nascita e la sopravvivenza del nascituro, compromessa o minacciata da un fattore esterno).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm; font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();}  catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lc3F3RJYI/AAAAAAAAAK0/rynoN8_JX3M/s1600/a_l_interieur_71.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Lc3F3RJYI/AAAAAAAAAK0/rynoN8_JX3M/s320/a_l_interieur_71.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468175736606107010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La trama, di per sé, ha ben poco d’originale: il tema dell’assedio intorno ad un luogo familiare, la cui fisionomia domestica viene stravolta dalla violenza portata dall’elemento esterno, è stato utilizzato in una infinità di film thriller ed horror. Inoltre, la vera identità della misteriosa donna (e le sue motivazioni), interpretata da una splendida e fenomenale Beatrice Dalle, sono facilmente intuibili dopo pochi minuti, anche dallo spettatore meno smaliziato.&lt;br /&gt;Quali sono, allora, le peculiarità di questo film? Risiedono innanzitutto nell’aver inserito, all’interno di uno schema abusato, un efficace elemento coinvolgente per lo spettatore, rappresentato dalla presenza del bambino all’interno della placenta il quale, testimone insieme alla madre (e a noi) degli orrori di questa sanguinosa vigilia di Natale (e i riferimenti alla nascita di una sorta di Cristo blasfemo ci sono tutti, re magi compresi), diventa il vero protagonista della pellicola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm; font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();}  catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LdDeF2MZI/AAAAAAAAAK8/3R4M4nlU8Qc/s1600/A_l%27interieur.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 170px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LdDeF2MZI/AAAAAAAAAK8/3R4M4nlU8Qc/s320/A_l%27interieur.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468175949268136338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="arial" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’effettiva particolarità di questo film, quindi, è da rintracciare più che altro nel coraggioso tentativo di riformulazione di un genere, quello horror, che ormai sembra ricercare nuovi percorsi solo in un certo tipo di cinema europeo ed asiatico.&lt;br /&gt;Senza trascurare, ovviamente, l’elemento splatter il cui tasso viene tenuto sempre ad alti livelli, trasformando il film in un vero e proprio festival granguignolesco. Nulla, infatti, ci viene risparmiato: spilloni negli occhi, forbiciate, volti ustionati, una tracheotomia autopraticata con un ferro da calza, fino alla cruenta scena finale, talmente insostenibile (almeno per la mia sensibilità) da obbligarmi, per la prima volta in tanti anni, a chiudere gli occhi durante la visione di un horror…&lt;br /&gt;Uniche pecche: la tensione a corrente alternata che, nella prima parte, stenta un po’ a far decollare il film e una sequenza (verso la fine) francamente inutile, che offre una sfumatura soprannaturale, poco pertinente con il resto della pellicola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="arial" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm; font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();}  catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LdRJs2H6I/AAAAAAAAALE/ujFwvJ3bd6Q/s1600/alinterieur1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LdRJs2H6I/AAAAAAAAALE/ujFwvJ3bd6Q/s320/alinterieur1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468176184312733602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="arial" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="arial" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“A l’interieur” è il classico film da far vedere alla propria fidanzata/compagna/moglie, soprattutto se è in dolce attesa…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ovviamente, se vi da fastidio anche solo un dito nell’ombelico, questo non è il film che fa per voi).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MEISTER STEINER DICE: 7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-5737715532269452485?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/5737715532269452485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/nouvelle-vague-horror.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/5737715532269452485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/5737715532269452485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/nouvelle-vague-horror.html' title='NOUVELLE VAGUE HORROR'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LrHHx8FZI/AAAAAAAAAMU/a1fHfPGJbXo/s72-c/a-l-interieur-poster.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-606180873051170652</id><published>2010-05-06T07:49:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:23:33.449-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thriller'/><title type='text'>PICCOLI MOSTRI CRESCONO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;EDEN LAKE (Eden Lake - GB 2008) di James Watkins&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=-6j3K4MmOKs"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;Eden Lake (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;  &lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;&lt;/style&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LY8wGdElI/AAAAAAAAAKE/y3uX5GnXsMc/s1600/Eden-Lake.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 278px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LY8wGdElI/AAAAAAAAAKE/y3uX5GnXsMc/s400/Eden-Lake.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468171435796927058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt1020530/"&gt;SCHEDA FILM&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Steve e Jenny, giovani fidanzati, belli ed innamorati, decidono di passare un romantico weekend, accampandosi sulla riva di un lago, immerso nella campagna inglese.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per motivi del tutto futili, finiscono vittime degli atti di bullismo e vandalismo d’alcuni adolescenti locali, veri e propri hooligans in erba, prepotenti e maleducati.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Alla reazione della coppia seguirà un crescendo di violenza, che trascinerà i protagonisti in un turbine di follia e sangue.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Eden Lake è un thriller solido e coinvolgente che, nonostante alcune piccole ingenuità e qualche soluzione narrativa che potrebbe apparire forzata (“difetti” che, in fondo, rappresentano da sempre il marchio di fabbrica di questo genere di film), riesce nel suo intento primario, quello, in altre parole, di condurre lo spettatore all’interno della vicenda narrata, spingendolo ad immedesimarsi con i protagonisti. Difficile, infatti, non identificarsi in Steve e Jenny, una coppia come tante, improvvisamente ed inevitabilmente immersa in un incubo assurdo ed allucinante. Chi non si è mai ritrovato a dover fronteggiare un prepotente, magari per un parcheggio o per una lite condominiale? Chi non ha mai assistito o subito atti di bullismo? Chi non è mai stato costretto ad “agire”, semplicemente per non correre il rischio di passare per un “coniglio” agli occhi della propria donna?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tuttavia, lasciando per un attimo da parte quei due o tre trucchi, utilizzati abilmente da Watkins (autore anche della sceneggiatura) per trascinare lo spettatore, i reali motivi d’interesse di questa pellicola (senza i quali sarebbe semplicemente uno dei tanti thriller “bucolici” in circolazione) risiedono, secondo la mia opinione, nelle differenti chiavi di lettura che possono essere applicate al film ed utilizzate per comprendere ciò che si trova dietro ad una narrazione, altrimenti banale (o, nella migliore delle ipotesi, derivativa).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LZfQiSuKI/AAAAAAAAAKM/fkwY4G5Vp3w/s1600/eden_lake.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LZfQiSuKI/AAAAAAAAAKM/fkwY4G5Vp3w/s320/eden_lake.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468172028619176098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Quella che salta subito agli occhi è, ovviamente, la tematica del dualismo civiltà/natura (o in questo caso, città/campagna). Tema che, in ambito cinematografico, può vantare illustri predecessori da  “Cane di paglia” di Peckinpah fino a “Un tranquillo weekend di paura” di Boorman, passando per “Le colline hanno gli occhi” di Craven. Consequenziale a questo genere di tematica, risulta essere quella che vede protagonista l’uomo di città, borghese, civile, convinto che tutto possa risolversi con la ragione e le parole il quale, improvvisamente, per difendere se stesso e la propria condizione (di padre, di marito ecc) lascia cadere la maschera imposta dalla società e torna ad essere poco più d’una belva, in tutto e per tutto simile ai propri persecutori. La violenza e, nello specifico, un ritorno al cosiddetto “stato di natura”, quindi, come unica arma per fronteggiare la barbarie, spogliata, tuttavia, d’ogni caratteristica romantica, nobile e pura.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LZu1RK39I/AAAAAAAAAKU/FpmDTW5IMLE/s1600/edenlake_3.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LZu1RK39I/AAAAAAAAAKU/FpmDTW5IMLE/s320/edenlake_3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468172296177508306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ci si potrebbe spingere ulteriormente, definendo lo scontro raffigurato nel film di Watkins come il riflesso del conflitto (visto come l’unica strada da percorrere) tra borghesia e proletariato. Tuttavia, il rischio che si corre, nell’applicare questo genere d’interpretazione, così palesemente manicheista, è decisamente alto. Il rischio è quello di perdere di vista il senso più profondo del film (o almeno quello che a me sembra tale), che non consiste nel  contrapporre al borghese, civile, educato e progressista, il proletario incattivito ed  intollerante, bensì nel raffigurare (con i limiti e i pregi d’un film di genere) un terreno di scontro più attuale, vale a dire quello che vede contrapposti “civiltà” ed “ignoranza”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LZ5tq4_oI/AAAAAAAAAKc/gom3x5QNP9o/s1600/eden_lake_tribe.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LZ5tq4_oI/AAAAAAAAAKc/gom3x5QNP9o/s320/eden_lake_tribe.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468172483116465794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;È difficile non cogliere, nella caratterizzazione degli adolescenti-killer della pellicola, quegli elementi che riportano alla mente gli inquietanti episodi di sangue che, proprio nel Regno Unito, hanno avuto come protagonisti ragazzini disadattati, pronti ad accoltellarsi per un nonnulla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il fattore che divide e contrappone i protagonisti, quindi, non è individuabile tanto nel divario generazionale o derivante dall’appartenenza a diverse classi sociali, quanto nel dislivello a livello di civiltà, educazione e tolleranza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La risposta suggerita dal film, rispetto alle origini di questa barbarie, è netta e precisa. Questi adolescenti, portatori di una violenza e di un’intolleranza, basata principalmente sulla noia e l’indifferenza, privata quindi di qualsiasi (eventuale) connotazione nobilitante, non sono tali poiché hanno visto troppi film horror o troppa tv-spazzatura. La radice va cercata altrove e, più precisamente, nelle famiglie (che, alla fine del film, mostreranno d’essere decisamente peggiori dei propri pargoli) e, quindi, nei modelli comportamentali primari, seguiti da questi adolescenti. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Intolleranza, maleducazione e prepotenza ereditate direttamente dalle rispettive famiglie, come se i giovani criminali che, da qualche anno a questa parte, riempiono le prime pagine dei quotidiani inglesi con i loro delitti, non fossero altro che i figli degli hooligans degli anni ’80.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LaNgtqirI/AAAAAAAAAKk/-GBYuo7KrfY/s1600/o_eden_lake_all_reels_still_cut4_v1_linear.0022.jpg.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 183px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LaNgtqirI/AAAAAAAAAKk/-GBYuo7KrfY/s320/o_eden_lake_all_reels_still_cut4_v1_linear.0022.jpg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468172823235824306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Eden Lake è un film per nulla conciliatorio: che la fine della storia sarà drammatica lo si capisce fin da subito e, personalmente, mi ha ricordato non poco il pessimismo angosciante e l’ineluttabilità della tragedia, presenti in molte pellicole horror degli anni ’70. Inevitabili i soliti parallelismi letterari o cinematografici. Alcuni hanno scomodato “Il signore delle mosche” di Golding e, addirittura, il capolavoro di Serrador, “Ma come si può uccidere un bambino?”, anche se il film di “Chico” propendeva per una motivazione (a mio parere più rassicurante) semi-soprannaturale più che sociale, per spiegare l’esplosione della violenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’unica pellicola che, personalmente, mi è tornata in mente vedendo il film di Watkins è (negli ultimi minuti del film) “L’ultima casa a sinistra” di Craven (capostipite del genere Rape&amp;amp;Revenge) del quale viene fatto un curioso omaggio “al contrario”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Kelly Reilly, l’atletica protagonista, è ricordata principalmente per il film “L’appartamento spagnolo” che, evidentemente, deve essere stata una fucina per aspiranti regine dell’horror, visto che nel cast erano presenti anche Cristina Brondo (“Hipnos”, “Ti piace Hitchcock?”) e Cecile De France (“Alta tensione”).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: arial; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Avrei voluto scrivere un post sui Kaiju Eiga ma, una volta tanto, lascio da parte i rassicuranti mostri di cartapesta e gomma, per far spazio a mostri molto più reali e decisamente più vicini.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p face="arial" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MEISTER STEINER DICE: 7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-606180873051170652?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/606180873051170652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/piccoli-mostri-crescono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/606180873051170652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/606180873051170652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/piccoli-mostri-crescono.html' title='PICCOLI MOSTRI CRESCONO'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LY8wGdElI/AAAAAAAAAKE/y3uX5GnXsMc/s72-c/Eden-Lake.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-2681872456172881492</id><published>2010-05-06T07:27:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:24:09.821-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Monster Movie/Comedy'/><title type='text'>GWOEMUL: MOSTRI ANFIBI A SEUL!</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;THE HOST (Gwoemul - Corea del Sud 2006) di Bong Joon-ho&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=FCsBMwK40hw"&gt;The Host (Trailer)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LUYGIJM5I/AAAAAAAAAJs/UP4f8xlIltA/s1600/imgThe+Host3.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 270px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LUYGIJM5I/AAAAAAAAAJs/UP4f8xlIltA/s400/imgThe+Host3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468166408007922578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0468492/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;SCHEDA FILM&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-b&lt;/style&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;em  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;A Seul un giovane patologo coreano è obbligato dal suo superiore (un militare americano) a gettare centinaia di litri di formaldeide, attraverso il condotto del laboratorio, direttamente nel fiume Han. Qualche anno più tardi viene avvistato uno strano essere, un incrocio tra un pesce e un anfibio, prima da alcuni pescatori e in seguito da un uomo, poco prima di suicidarsi. L’essere cresce a dismisura, d’anno in anno.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’abulico Park Gang-du gestisce un chiosco lungo il fiume insieme al padre e a sua figlia, la piccola Hyun-seo. Un giorno come tanti, mentre sta servendo alcuni clienti, nota una piccola folla di villeggianti intenta ad osservare uno strano essere, appeso a testa in giù sotto un ponte. Il mostro scende velocemente in acqua e, quando riemerge, incomincia ad attaccare la folla. È il panico. Gang-du cerca di fuggire insieme alla figlia, ma la piccola viene afferrata dal mostro e trascinata in acqua. Da quel momento in poi, Gang-du cercherà in tutti i modi di recuperare la bambina rinchiusa nella “dispensa” del mostro, aiutato dal resto della famiglia (composta unicamente da autentici losers!): il padre Hee-bong, la sorella Nam-joo (abilissima nel tiro con l’arco, ma destinata sempre ad arrivare seconda durante le competizioni, a causa della propria esitazione) e il fratello minore Nam-il (un ex attivista politico, alcolizzato e disoccupato). Tutti avranno modo di riscattarsi nel tentativo di recuperare la piccola Hyun-seo. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"The Host" è, a mio modesto avviso, un film da non perdere per nessuna ragione al mondo.&lt;br /&gt;Dopo l’interessante “Memories of murder”, Bong Joon-ho dirige questo particolarissimo monster-movie, non privo di elementi comici e spunti di riflessione niente affatto banali. La storia di questo pesce-anfibio gigante, infatti, altro non è che il pretesto per tratteggiare e raffigurare, con un stile incredibilmente delicato e leggero (tipico del cinema coreano), i caratteri dei personaggi e i rapporti che intercorrono tra di loro. Non semplicemente, quindi, il classico film su un mostro frutto della mutazione genetica (e della scelleratezza dell’uomo, stupratore della natura), ma una storia incentrata sul tema dell’amore familiare, affrontato con uno stile lieve (una scena su tutte: quella della famiglia riunita per il pranzo, durante la caccia al mostro) che fugge abilmente da ogni tipo di retorica, tanto cara ad un altro tipo di cinema.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LVCKAibuI/AAAAAAAAAJ0/epJPxO5_gvI/s1600/2007_the_host_009.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LVCKAibuI/AAAAAAAAAJ0/epJPxO5_gvI/s320/2007_the_host_009.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468167130604269282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"The Host" si è affermato come il più grande fenomeno cinematografico, nella storia della Corea del sud, dopo aver demolito tutti i record di incassi precedenti, proponendosi come uno dei “casi” cinematografici più rilevanti, del cinema asiatico degli ultimi anni.&lt;br /&gt;Un film girato in modo sorprendente (stupenda la sequenza della prima apparizione del mostro, che riesce in pieno a trasmettere le sensazioni di panico e ansia) e arricchito da ottimi effetti speciali e da un finale amaro e tenero, allo stesso tempo.&lt;br /&gt;Molti lo hanno definito, non a torto, “il miglior film di mostri di sempre”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ovviamente in Italia non è stato mai distribuito in sala).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LWH7isVTI/AAAAAAAAAJ8/kkgtsD-6Fsc/s1600/4.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 206px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LWH7isVTI/AAAAAAAAAJ8/kkgtsD-6Fsc/s320/4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468168329311835442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;   &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Menzione speciale per la stupenda (non esistono altri aggettivi per descriverla) Bae Doo-na, già ammirata in "Mr. Vendetta" di Park Chan-wook (era l'attivista politica,  fidanzata del protagonista).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MEISTER STEINER DICE: 8&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-2681872456172881492?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/2681872456172881492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/gwoemul-mostri-anfibi-seul.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/2681872456172881492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/2681872456172881492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/gwoemul-mostri-anfibi-seul.html' title='GWOEMUL: MOSTRI ANFIBI A SEUL!'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LUYGIJM5I/AAAAAAAAAJs/UP4f8xlIltA/s72-c/imgThe+Host3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-3896135797316279623</id><published>2010-05-06T07:13:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:24:43.635-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comedy/Sci-fi'/><title type='text'>TURN ON THE BLACK &amp; WHITE!</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;ZEBRAMAN (Zeburaman - Giappone 2004) di Takashi Miike&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=dyggpWz3fkw"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Zebraman (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;  &lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;&lt;/style&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LPUimdepI/AAAAAAAAAI8/xv-aMWzHbcM/s1600/photo_06_hires.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 272px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LPUimdepI/AAAAAAAAAI8/xv-aMWzHbcM/s400/photo_06_hires.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468160849373657746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0388556/"&gt;SCHEDA FILM&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anno 2010: Shinichi Ichikawa (Sho Aikawa) è un anonimo maestro elementare, frustrato e deriso da colleghi e alunni. Oltre alle difficoltà lavorative, Shinichi deve fronteggiare una situazione familiare a dir poco disastrosa: la moglie probabilmente lo tradisce, la figlia (l’idol Yui Ichikawa) è coinvolta in un giro di prostituzione, mentre l’altro figlio è costantemente fatto oggetto di prepotenze e soprusi, da parte dei propri compagni di scuola.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin-bottom: 0.5cm; text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Shinichi passa gli unici momenti di tempo libero chiuso in una stanza, travestito da Zebraman, l’eroe della sua infanzia, del quale ha fedelmente ricostruito il costume. Zebraman, infatti, è una vecchia e sfortunata serie di telefilm di fantascienza (simile ai vari henshin heroes, tanto per intenderci) degli anni ’70, chiusa dopo solo 13 episodi per mancanza d’ascolti.&lt;br /&gt;Tuttavia, le vicende narrate in questa semisconosciuta serie televisiva si rivelano inaspettatamente profetiche: non solo la serie è ambientata proprio nell’anno 2010, ma il protagonista del telefilm, tanto amato da Shinichi, è un maestro elementare, esattamente come lui. Inoltre, strani ed inspiegabili avvenimenti stanno sconvolgendo la città, mettendo in allarme le forze armate e i servizi segreti. Shinichi inizia ad indagare, accompagnato da un suo nuovo alunno, fan di Zebraman quanto lui, scoprendo ben presto la realtà sconvolgente, che si cela dietro a questi assurdi fatti: i singoli avvenimenti non fanno altro che ricalcare fedelmente la trama delle puntate della serie Zebraman!&lt;br /&gt;Gli alieni, infatti, intenzionati a conquistare la terra, hanno pensato bene di ispirarsi alle strategie messe in atto nel telefilm trenta anni prima!&lt;br /&gt;Shinichi e il suo piccolo allievo sono gli unici a non aver dimenticato quella vecchia serie televisiva e, per questo motivo, sono gli unici in grado di poter fronteggiare la minaccia aliena.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo salvato da un uomo rimasto bimbo nell’animo. Shinichi Ichikawa è il classico &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;middle man&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; giapponese, inserito all’interno di quel distruttivo ed alienante ambiente familiare, tanto caro a Miike, il quale, proponendoci le vicende di un improbabile supereroe, continua in realtà a parlarci delle tematiche predilette, vale a dire la società e la famiglia giapponese, le sue contraddizioni e le sue metamorfosi (&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;henshin&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, appunto). L’uomo si trasforma e trasformandosi si ribella alla sua condizione d’alienazione esistenziale, affrancandosi per sempre (forse) dalle catene imposte, recuperando paradossalmente il suo lato umano ed infantile (che salverà lui ed il mondo del qual è parte).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm; font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LQseOWhkI/AAAAAAAAAJU/_8FfGwjqZhk/s1600/zebraman02.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LQseOWhkI/AAAAAAAAAJU/_8FfGwjqZhk/s320/zebraman02.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468162360027285058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-bottom: 0.5cm; text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il film di Miike, un mix di parodia e sci-fi, non riproduce solamente una raffigurazione satirica della società giapponese contemporanea, ma rappresenta anche un divertente omaggio al cinema nipponico. Oltre alle tematiche tipiche di Tsukamoto (superamento delle barriere umane ecc), possono essere rintracciati omaggi a Kiyoshi Kurosawa (uno su tutti, la porta sigillata con il nastro adesivo rosso, come in “Kairo”) e una ironica citazione di “Ringu” di Hideo Nakata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm; font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LQ3aO1LHI/AAAAAAAAAJc/Bf0NHCDrIr0/s1600/zebraman-20070702004513544.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 212px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LQ3aO1LHI/AAAAAAAAAJc/Bf0NHCDrIr0/s320/zebraman-20070702004513544.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468162547934112882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-bottom: 0.5cm; text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Miike è un genio, non sempre lucido, ma pur sempre un genio; Sho Aikawa è un attore fantastico, raramente visto così &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;in parte&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;...che altro dire? &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=MdeZKYgTvkg&amp;amp;feature=related"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span lang="en-GB"&gt;TURN ON THE BLACK AND WHITE!&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-bottom: 0.5cm; text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MEISTER STEINER DICE: 7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=MdeZKYgTvkg&amp;amp;feature=related"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span lang="en-GB"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-3896135797316279623?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/3896135797316279623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/turn-on-black-white_06.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/3896135797316279623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/3896135797316279623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/turn-on-black-white_06.html' title='TURN ON THE BLACK &amp; WHITE!'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LPUimdepI/AAAAAAAAAI8/xv-aMWzHbcM/s72-c/photo_06_hires.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-7318701291375841019</id><published>2010-05-06T06:06:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:24:56.743-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dossier'/><title type='text'>DOSSIER PINKU EIGA: TRA CENSURA E SPERIMENTAZIONE</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm&lt;/style&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PINKU EIGA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pinku Eiga&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; (o &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;) è un genere cinematografico tipicamente giapponese, nato agli inizi degli anni ’60, che ebbe il suo periodo di maggior successo negli anni ’70 e in buona parte del decennio successivo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Benché, a causa dei suoi contenuti, sia stato spesso avvicinato (in modo abbastanza sommario) ad un certo tipo di cinema erotico, come il &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Softcore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; o il &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sexploitation&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, il &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; non ha un preciso corrispettivo nell’industria cinematografica occidentale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La differenza (solo apparentemente lieve) tra la cinematografia erotica occidentale e i &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, può essere spiegata partendo dall’analisi della particolare natura delle leggi censorie giapponesi. A causa di queste norme, infatti, nei film nazionali o stranieri distribuiti in Giappone, era severamente proibita qualsiasi rappresentazione di genitali e peli pubici (per non parlare di scene di sesso esplicito, ovviamente). Queste restrizioni (fatte osservare da una commissione governativa appositamente istituita, chiamata EIRIN) obbligarono i cineasti giapponesi a sviluppare particolari tecniche per sfuggire alla censura: una serie d’ingegnosi espedienti che finirono per costituire il marchio di fabbrica, nonché uno degli elementi peculiari di questo genere. Per aggirare la commissione di censura, ad esempio, gli intraprendenti registi nipponici presero l’abitudine di collocare sul set una serie d’oggetti (lampade, bottiglie, candele ecc) per “coprire” strategicamente le parti del corpo “proibite” che non potevano essere rappresentate. Per evitare di trasformare il luogo delle riprese in una selva di bottiglie e candele, venivano spesso utilizzate altre tecniche (applicate direttamente sulla pellicola) che prevedevano la copertura delle parti incriminate con le classiche strisce nere, oppure con un particolare procedimento chiamata &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;fogging&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; font-family: arial;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LAeKjDieI/AAAAAAAAAGI/Cs4QL9GSuXc/s1600/bscap1085qu.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 383px; height: 176px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LAeKjDieI/AAAAAAAAAGI/Cs4QL9GSuXc/s320/bscap1085qu.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468144522041199074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LAdnzRruI/AAAAAAAAAGA/-baqhewVj6E/s1600/02.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 384px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LAdnzRruI/AAAAAAAAAGA/-baqhewVj6E/s320/02.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468144512713993954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Possiamo definire il &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pinku Eiga&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, quindi, come un genere cinematografico le cui caratteristiche peculiari, nascono e si sviluppano in reazione ad una particolare forma di censura (che, è importante ricordare, a differenza d’altri paesi, agiva sulle pellicole senza eliminare le scene sotto accusa, quindi senza veri e propri tagli, bensì attraverso l’inserimento di particolari effetti ottici).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Fu proprio la censura nipponica, quindi, a fornire, seppur inconsapevolmente, ai &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; quello stile particolare che rese il genere così celebre e facilmente riconoscibile. Il &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pinku Eiga&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, inoltre, obbligato a “non mostrare” in maniera esplicita, fu costretto a trovare forme espressive alternative per coinvolgere lo spettatore, lontane dal puro e semplice close-up ginecologico, nonché un nuovo linguaggio tramite il quale codificare un intero genere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Alcuni critici si sono spinti fino a definire gli elementi fondamentali del &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, in una vera e propria formula:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol style="font-family: arial;font-family:arial;" &gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il  film deve comprendere una quota minima di scene di sesso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Deve  avere una durata prefissata di circa 60 minuti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I  tempi di realizzazione devono essere estremamente ridotti (non più  di una settimana) e il film deve essere girato in 16 mm o 35 mm.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I  costi di produzione devono essere molto limitati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La prima ondata di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; si abbatte in Giappone, nei primi anni ’60, contemporaneamente all’avvento del &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sexploitation&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; made in USA, un genere anch’esso caratterizzato da un mix di sesso, scene di nudo e violenza. In questo periodo, la maggior parte dei primi &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; è prodotta prevalentemente da studios indipendenti, non legati quindi alle grandi case di produzione. Un esempio di questo cinema è il controverso “Flesh Market” (1962) di Satoru Kobayashi, considerato il primo &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; della storia. Il film di Kobayashi (costato appena 8 milioni di yen) frutta un incasso pari a 100 milioni di yen, lanciando nell’olimpo delle star dei &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pinku Eiga&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, l’attrice Tamaki Katori, ritenuta la prima vera “pink princess”. Nel 1964, Tetsuji Takechi dirige “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=2MGq4oD74QI"&gt;Furia dei sensi&lt;/a&gt;” (“Daydream”), il primo &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; girato con un alto budget e, l’anno successivo, “Black Snow” che provoca l’arresto e il processo per oscenità del regista. Molti intellettuali giapponesi si schierano dalla parte di Takechi (il suo film era un ardito ed insolito mix di sesso e politica) e, dopo la sua assoluzione, la pubblicità, ricavata dalle vicissitudini processuali, è talmente elevata da generare un vero e proprio &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;boom&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; attorno al genere. Sarà proprio in seguito a questa vicenda che vedrà la luce l’EIRIN, vale a dire la commissione governativa che avrà lo scopo di esaminare specificatamente la rappresentazione di genitali e pelo pubico, nei film nazionali ed internazionali distribuiti in Giappone.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LA6pfTzGI/AAAAAAAAAGY/ut_my-akzag/s1600/513VBVW8FYL._SL500.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 191px; height: 263px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LA6pfTzGI/AAAAAAAAAGY/ut_my-akzag/s320/513VBVW8FYL._SL500.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468145011383323746" border="0" /&gt; &lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LA6UV_ekI/AAAAAAAAAGQ/QK2NLIeviAM/s1600/200px-Woman_with_Red_Hair.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 189px; height: 262px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LA6UV_ekI/AAAAAAAAAGQ/QK2NLIeviAM/s320/200px-Woman_with_Red_Hair.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468145005707098690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Durante tutti gli anni ’60, nonostante qualche occasionale incursione da parte di major studios come Nikkatsu e Shochiku, i &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; sono essenzialmente produzioni indipendenti e low-budget. Prodotti da studi cinematografici come Nihon Cinema, World Eiga e l’Aoi Eiga di Giichi Nishihara, i &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pinku Eiga&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; vengono proiettati in particolari circuiti di sale (spesso di proprietà delle stesse case di produzione) dedicate esclusivamente a questo genere di film, in spettacoli doppi o tripli (da qui l’esigenza della breve durata).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In questo periodo emerge la figura di Koji Wakamatsu, le cui produzioni indipendenti, caratterizzate da una massiccia dose di sesso, violenza e messaggi politici, gli valgono il plauso della critica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le regine del cinema erotico giapponese, durante questa prima fase, sono Noriko Katsumi, Setsuko Ogawa, Mari Iwai, Keiko Kayama e Miki Hayashi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Negli anni ’70 il mondo dei &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; cambia drasticamente, quando le principali case di produzione giapponesi decidono di conquistare questa nuova fetta di mercato, particolarmente redditizia.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nel 1971, ispirandosi ai lavori dei tardi anni ’60 di Teruo Ishii, la Toei produce alcune  pellicole, suddivise in serie (&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sensational Line&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Abnormal Line&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Shameless Line&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;), che vanno complessivamente sotto il nome di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pinky Violence&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;. Si tratta di film nei quali l’erotismo si fonde con l’azione e la violenza, anche se il vero elemento innovatore risiede nella diversa modalità con la quale queste tematiche vengono affrontate. La maggior parte di queste pellicole, infatti, ha come tema principale la “vendetta”, conseguita di solito dalle protagoniste come reazione a torti ed ingiustizie patite in passato. La serie “Delinquent Girl Boss”, composta da quattro film interpretati da Reiko Oshida, viene comunemente considerata il primo esempio di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pinky Violence&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;. Altri esempi, di questo particolare sottogenere del &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pinku Eiga&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, sono rappresentati dai film della serie “Girl Boss” (composta da sette film) e della serie “Terrifying Girls’ High School” (che delinea definitivamente lo stile del filone, inserendo, inoltre, elementi di palese critica nei confronti dell’istituzione scolastica giapponese), entrambe dirette da Norifumi Suzuki ed interpretate da Reiko Ike e Miki Sugimoto. Anche i film della serie “Sasori”, interpretati da una vera e propria icona come Meiko Kaji ed iniziata nel 1972 con “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=nY9xAybsfR4"&gt;Female Prisoner #701&lt;/a&gt;” di Shunya Ito, possono essere considerati tipici esempi dei &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pinky Violence&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; della Toei.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LBp9EOPxI/AAAAAAAAAGo/GasyS9sfxRY/s1600/gbg_poster01.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 181px; height: 258px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LBp9EOPxI/AAAAAAAAAGo/GasyS9sfxRY/s320/gbg_poster01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468145824092274450" border="0" /&gt; &lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LBpWdllNI/AAAAAAAAAGg/-vTX4HKPNFg/s1600/delinquentgirl_poster01.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 183px; height: 259px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LBpWdllNI/AAAAAAAAAGg/-vTX4HKPNFg/s320/delinquentgirl_poster01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468145813729678546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Spesso al &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pinky Violence&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; è associato il termine &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sukeban&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, che in slang indica una persona di sesso femminile dedita alla delinquenza, oppure la capobanda di una gang di ragazze (l’equivalente femminile del termine &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Bancho&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;). Il termine, inizialmente usato dal mondo della criminalità giovanile, diventa popolare tra gli anni ’70 e ’80 sulle pagine d’alcuni seinen manga e shojo manga. Per questo motivo, alcuni film appartenenti al filone del Pinky Violence (quelli della serie “Terrifying Girls’ High School”, ad esempio) vengono chiamati anche &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sukeban&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LCJHFeIEI/AAAAAAAAAG4/cgm31wuPVBo/s1600/female-prisoner-701-scorpion.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 182px; height: 261px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LCJHFeIEI/AAAAAAAAAG4/cgm31wuPVBo/s320/female-prisoner-701-scorpion.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468146359357808706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LCIz3Y0hI/AAAAAAAAAGw/cxElSufQFW8/s1600/FemalePrisoner1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 187px; height: 262px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LCIz3Y0hI/AAAAAAAAAGw/cxElSufQFW8/s320/FemalePrisoner1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468146354198467090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nel 1971 anche la Nikkatsu (la più antica casa di produzione giapponese, fondata nel 1912) fa il suo ingresso trionfale nel mondo dei &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pinku Eiga&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;. Pur essendosi già dimostrata interessata a questo tipo di mercato, producendo sporadicamente, negli anni precedenti, alcuni film riconducibili al &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sexploitation&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, è con il lancio della serie &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Roman Porno&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; che la Nikkatsu diviene ufficialmente una delle principali case di produzione di &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; font-family: arial;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LCogpu9mI/AAAAAAAAAHI/L59cvgjfhsE/s1600/tghs_animal.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 183px; height: 259px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LCogpu9mI/AAAAAAAAAHI/L59cvgjfhsE/s320/tghs_animal.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468146898796738146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LCoZjL0pI/AAAAAAAAAHA/ajel2i_WAQw/s1600/sukeban_poster.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 188px; height: 261px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LCoZjL0pI/AAAAAAAAAHA/ajel2i_WAQw/s320/sukeban_poster.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468146896890221202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nel 1971, infatti, esce nelle sale giapponesi “Apartment Wife: Affair In The Afternoon”. Il film si trasforma in un successo clamoroso, capace di ispirare ben venti sequel (in sette anni!), mentre la protagonista della pellicola, Kazuko Shirakawa, diviene ben presto la prima stella della Nikkatsu. Per quanto riguarda lo stile e le tematiche, la serie dei &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Roman Porno&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; non si discosta molto dai &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; precedenti, se si eccettuano, ovviamente, tutti quei miglioramenti, derivanti dall’avere a disposizione un budget più sostanzioso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LDdQc3kuI/AAAAAAAAAHY/Ha8a0jo95pM/s1600/pa.81492.1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 212px; height: 212px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LDdQc3kuI/AAAAAAAAAHY/Ha8a0jo95pM/s320/pa.81492.1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468147804980876002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LDcxyR6tI/AAAAAAAAAHQ/5mcjTsIjoCU/s1600/virgins_for_sale_1969_poster_01.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 172px; height: 212px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LDcxyR6tI/AAAAAAAAAHQ/5mcjTsIjoCU/s320/virgins_for_sale_1969_poster_01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468147796749183698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La Nikkatsu, inoltre, diventa celebre per l’abitudine di concedere ai propri registi una maggiore libertà creativa, a patto che nel film venga mantenuta la quota minima prefissata di quattro scene di nudo o di sesso. Questa maggiore autonomia porta ad una serie di pellicole che ottengono, allo stesso tempo, il gradimento del pubblico e l’interesse della critica. Grazie all’elevata qualità delle produzioni della Nikkatsu i &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; escono,  definitivamente, dal ghetto del cinema indipendente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LEX1bxFUI/AAAAAAAAAHo/ADJqeRw1FA8/s1600/JAPANQUICKDRAW.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 192px; height: 270px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LEX1bxFUI/AAAAAAAAAHo/ADJqeRw1FA8/s320/JAPANQUICKDRAW.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468148811340780866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LEXbV85KI/AAAAAAAAAHg/ALbsRdZqf70/s1600/jakon_poster_01.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 190px; height: 269px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LEXbV85KI/AAAAAAAAAHg/ALbsRdZqf70/s320/jakon_poster_01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468148804337067170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tatsumi  Kumashiro, regista di “Ichijo Sayuri: Wet Desire” (1972) e “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=9Zsev6SgG5U"&gt;Woman With Red Hair&lt;/a&gt;” (1979, con la seconda stella della Nikkatsu, Junko Miyashita) e Noboru Tanaka, regista nel 1975 di “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Wu5l3s-D0wQ"&gt;Abesada – l’abisso dei sensi&lt;/a&gt;” (“A Woman Called Sada Abe”), sono comunemente considerati i due maggiori esponenti del &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Roman Porno&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; della Nikkatsu.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Gli anni ’80 sono testimoni del lungo declino della Nikkatsu (e dei &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pinku Eiga&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; in generale), dovuto principalmente all’avvento dei primi videoregistratori e, conseguentemente, degli AV (adult videos) i quali, divenuti sempre più popolari, finiranno per divorare la fetta di mercato, da sempre prerogativa dei “film rosa”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LEvajH8kI/AAAAAAAAAH4/MoOaDNUGk8M/s1600/Pinku2.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 227px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LEvajH8kI/AAAAAAAAAH4/MoOaDNUGk8M/s320/Pinku2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468149216440742466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nel 1988, la Nikkatsu non può fare altro che dichiararsi sconfitta di fronte all’industria degli AV, ponendo ufficialmente fine, dopo diciassette anni gloriosi, all’era dei &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Roman Porno&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;. Pur continuando (sotto il nome Ropponica) a distribuire film erotici (e anche pellicole pornografiche, tramite la Excess Film), le produzioni della Nikkatsu non ritorneranno mai più agli standard precedenti, quando erano amate dal pubblico e rispettate dalla critica. Alla fine degli anni ’80, gli AV sono ormai divenuti la principale forma di intrattenimento cinematografico per adulti in Giappone.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LEvBg1VoI/AAAAAAAAAHw/JkGAEIQohjs/s1600/Pinku1.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 226px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LEvBg1VoI/AAAAAAAAAHw/JkGAEIQohjs/s320/Pinku1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468149209720247938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Paradossalmente, proprio nel periodo più buio dei &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, emergono una serie di registi fondamentali per il genere, come Genji Nakamura, Banmei Takahashi e Mamoru Watanabe i quali riescono a portare i film di questo filone a livelli, tecnici e narrativi, mai visti prima. Nakamura in particolare (regista accusato spesso di misoginia) presta, in quegli anni, il proprio particolare stile visivo ad una serie di film, prodotti dalla Nikkatsu, divenuti celebri per essere i primi &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; incentrati su tematiche omosessuali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Un altro interessante cineasta di questo periodo è Kazuo “Gaira” Komizu, conosciuto per i suoi film erotici/splatter, fortemente debitori delle pellicole di Herschell Gordon Lewis.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;font-family:arial;"  align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nonostante questo lungo ed inesorabile declino, nel decennio successivo il &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; si dimostra genere duro a morire, anzi, negli anni ’90 si trasforma in uno degli ultimi “rifugi” per i giovani cineasti giapponesi, una sorta di palestra per autori in cerca di libertà e sperimentazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; font-family: arial;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LFIHJdhbI/AAAAAAAAAII/Le5ZsMqxkSk/s1600/pinkycriminal1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 230px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LFIHJdhbI/AAAAAAAAAII/Le5ZsMqxkSk/s320/pinkycriminal1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468149640729560498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial;" face="arial" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" face="arial" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Registi come Kazuhiro Sano, Toshiki Sato, Takahisa Zeze e Hisayasu Sato, lavorando in una situazione di precarietà tale da autoconvincersi che ogni film può essere l’ultimo, decidono di ignorare completamente quelle che sono le normali aspettative del pubblico, concentrandosi piuttosto su tematiche personali e sperimentali. Per la prima volta una delle regole fondamentali del &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pinku Eiga&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, legata al numero minimo di scene di sesso che deve essere presente nel film, viene infranta di proposito, per dare spazio a nuove soluzioni (visive e narrative) che, tuttavia, rendono questi film cupi, complessi e sostanzialmente impopolari agli occhi del  pubblico tradizionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LFHy6zeKI/AAAAAAAAAIA/ZppGfcB-sAM/s1600/FemalePrisoner701MeikoKaji.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LFHy6zeKI/AAAAAAAAAIA/ZppGfcB-sAM/s320/FemalePrisoner701MeikoKaji.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468149635299375266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" face="arial" align="JUSTIFY"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Attualmente, le opere dei più significativi registi appartenenti a questo genere (come Toshiya Ueno, Shinji Imaoka, Yoshitaka Kamata, Toshiro Enomoto, Yuji Tajiri, Mitsuru Meike e Rei Sakamoto) sono caratterizzate da uno stile introspettivo e personale, che rispecchia perfettamente le insicurezze delle nuove generazioni giapponesi (la cosiddetta “post bubble generation”).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pur trattandosi di un genere le cui peculiarità risultano legate indissolubilmente ad un’epoca ormai passata e ad una precisa cultura, l’interesse della critica e del pubblico internazionale sembra sia stato risvegliato, negli ultimi anni, da numerose iniziative volte a recuperare quello che probabilmente è uno dei generi cinematografici più folli e irriverenti della storia del cinema.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; font-family: arial;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LFbx4aIpI/AAAAAAAAAIQ/sZfpmQCj3Nc/s1600/sachiko.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 281px; height: 420px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LFbx4aIpI/AAAAAAAAAIQ/sZfpmQCj3Nc/s320/sachiko.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468149978618274450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial;" align="JUSTIFY"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="font-family: arial;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Risale al 2003, il delirante “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=rxy9ysMgC6w"&gt;The Glamorous Life Of Sachiko Hanai&lt;/a&gt;”, vera e propria meteora  diretta da Mitsuru Meike che, presentato in numerosi festival internazionali, ha avuto il merito di dimostrare come le capacità di seduzione, di un genere ritenuto dai più morto e sepolto, siano rimaste intatte e possano rappresentare ancora un forte richiamo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: arial;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-7318701291375841019?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/7318701291375841019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/dossier-pinku-eiga-tra-censura-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/7318701291375841019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/7318701291375841019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/dossier-pinku-eiga-tra-censura-e.html' title='DOSSIER PINKU EIGA: TRA CENSURA E SPERIMENTAZIONE'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-LAeKjDieI/AAAAAAAAAGI/Cs4QL9GSuXc/s72-c/bscap1085qu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-5486497984568188896</id><published>2010-05-06T05:53:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:25:48.771-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pinky Violence'/><title type='text'>LE RAGAZZE TERRIBILI DEL PINKU EIGA</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21c&lt;/style&gt;&lt;strong style="font-family: arial;" face="arial"&gt;TERRIFYING GIRLS' HIGH SCHOOL: LYNCH LAW CLASSROOM (&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Kyôfu joshikôkô: bôkô rinchi kyôshitsu&lt;/span&gt;&lt;strong style="font-family: arial;" face="arial"&gt; - Giappone 1973) di Norifumi Suzuki&lt;/strong&gt;&lt;strong face="arial"&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=8m0ZNsvdGGE"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial,sans-serif;font-size:85%;"  &gt;Terrifying Girls' High School: Lynch Law Classroom (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-K8q90GWuI/AAAAAAAAAFo/av15y0iLh48/s1600/TGHS_Lynch_Law_Classroom_poster.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 279px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-K8q90GWuI/AAAAAAAAAFo/av15y0iLh48/s400/TGHS_Lynch_Law_Classroom_poster.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468140343914814178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0451788/"&gt;SCHEDA FILM&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La Scuola della Speranza è una high school femminile, nata con lo scopo di raccogliere dalla strada le ragazze sbandate, per rieducarle e reinserirle nella società giapponese, come madri e mogli modello. Peccato che le punizioni, per chiunque trasgredisca o rifiuti i modelli e i valori imposti dalla scuola (e dagli ipocriti politici che la sostengono), siano terribili. Noriko (Miki Sugimoto) capo di una banda di delinquenti, costretta dalla polizia a frequentare l’istituto, scopre che la sua più cara amica è morta in seguito ad una di queste punizioni. Insieme ad altre tre ragazze, rinchiuse nella scuola per i suoi stessi motivi, decide di vendicarsi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film di Suzuki, prodotto dalla Toei, appartiene al filone dei cosiddetti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sukeban&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; (film in cui le protagoniste sono delle giovani delinquenti) degli anni ‘70, un sottogenere dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pinku Eiga&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; o &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pink Film&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, film erotici/softcore a basso costo che ebbero particolare fortuna tra gli anni ‘60 e ‘70, prima dell'avvento degli AV.&lt;br /&gt;La pellicola è uno strano incrocio di elementi tipici dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;WiP&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; o &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Prison Movie&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Exploitation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; e satira sociale, ma è anche abbastanza noioso purtroppo. Tra scene lesbo, torture, risse e motociclette si arriva, abbastanza stancamente, alla fine.&lt;br /&gt;Dello stesso regista molto meglio “School Of The Holy Beast” (“Seiju Gakuen”).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-K9JojhEPI/AAAAAAAAAF4/roB2tFxA5rc/s1600/vlcsnap192912di6.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 143px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-K9JojhEPI/AAAAAAAAAF4/roB2tFxA5rc/s320/vlcsnap192912di6.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468140870784061682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il film è il secondo di una trilogia composta da: “Terrifying Girls’ High School: Women’s Violent Classroom” e “Terrifying Girls’ High School: Delinquent Convulsion Group”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-K9Jd6lI1I/AAAAAAAAAFw/asNDqhk3bss/s1600/pink5.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-K9Jd6lI1I/AAAAAAAAAFw/asNDqhk3bss/s320/pink5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468140867928007506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Piccola curiosità: nella scena finale della rivolta è possibile vedere, in mezzo ai poliziotti e alle studentesse che se le danno di santa ragione, anche uno degli operatori, incastrato tra la folla!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MEISTER STEINER DICE: 6&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-5486497984568188896?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/5486497984568188896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/le-ragazze-terribili-del-pinku-eiga.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/5486497984568188896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/5486497984568188896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/le-ragazze-terribili-del-pinku-eiga.html' title='LE RAGAZZE TERRIBILI DEL PINKU EIGA'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-K8q90GWuI/AAAAAAAAAFo/av15y0iLh48/s72-c/TGHS_Lynch_Law_Classroom_poster.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-6862895159961895933</id><published>2010-05-06T04:49:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:25:18.219-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dossier'/><title type='text'>DOSSIER NUNSPLOITATION: TREMATE, TREMATE, LE SUORE SON TORNATE</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0&lt;/style&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NUNSPLOITATION&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nunsploitation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; nasce e si sviluppa in Europa negli anni ’70, come un particolare filone del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sexploitation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, contraddistinto da alcuni elementi (per quanto riguarda stile e tematiche) tipici del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;WiP&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Women In Prison&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;); entrambi, a loro volta, sottogeneri dell’&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Exploitation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; (termine piuttosto generico utilizzato fin dagli anni ’30, per indicare tutti quei film, estranei al circuito mainstream, caratterizzati dalla messa in scena sensazionalistica di determinati argomenti, ritenuti particolarmente adatti a nutrire l’interesse vouyeristico del pubblico). Il termine &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Exploitation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; viene, solitamente, sovrapposto e confuso con il termine &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grindhouse&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; (tornato in auge, dopo il film di Tarantino), il quale inizialmente non indicava altro che gli ex teatri del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;burlesque&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, riconvertiti in cinema durante gli anni ’60, dove veniva proiettato questo genere di film.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KwBhAUgnI/AAAAAAAAAD4/ec9jUvc4aNE/s1600/immagconvent01.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 184px; height: 268px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KwBhAUgnI/AAAAAAAAAD4/ec9jUvc4aNE/s320/immagconvent01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468126437667275378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;                                                         &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KwBFn4i2I/AAAAAAAAADw/r6IR5feby_s/s1600/nunsploitation_borowczyk-1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 193px; height: 267px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KwBFn4i2I/AAAAAAAAADw/r6IR5feby_s/s320/nunsploitation_borowczyk-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468126430317022050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Blaxploitation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204);font-family:Arial,sans-serif;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sexploitation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204);font-family:Arial,sans-serif;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Mondo Movies&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204);font-family:Arial,sans-serif;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Women In Prison&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204);font-family:Arial,sans-serif;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nunsploitation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;, sono solo alcuni degli innumerevoli sottogeneri di questo particolare modo di fare cinema: film girati velocemente e in grand’economia, con scarso interesse per l’aspetto artistico, ma con la ferma intenzione di guadagnare il più rapidamente possibile, sfruttando tecniche di promozione che enfatizzavano l’aspetto sensazionalistico del prodotto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KwgIDGtII/AAAAAAAAAEI/W02mYKLMNjs/s1600/827058107396.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 185px; height: 261px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KwgIDGtII/AAAAAAAAAEI/W02mYKLMNjs/s320/827058107396.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468126963544011906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Kwf1XpOjI/AAAAAAAAAEA/baRg9M0jhl4/s1600/2757676141_a137eef7c9_o.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 185px; height: 263px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Kwf1XpOjI/AAAAAAAAAEA/baRg9M0jhl4/s320/2757676141_a137eef7c9_o.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468126958529886770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I film appartenenti al filone del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nunsploitation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; (o &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tonaca Movies&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, come sono stati genialmente ribattezzati in Italia), sono ambientati solitamente in epoche storiche come il Medio Evo, il Seicento o, molto più raramente, ai giorni nostri. Affrontano invariabilmente il tema della vita delle suore nei conventi, sottolineando ed enfatizzando (com’è ovvio che sia, in film di questo genere) tutti gli aspetti potenzialmente morbosi (quelli di manzoniana memoria, per intenderci) insiti in questo tipo d’argomento. Le suore, protagoniste del film, sono di solito lesbiche con una certa propensione al sadomasochismo, le quali non esitano a torturare, perseguitare e tormentare le consorelle più giovani ed innocenti. Di solito fanno una brutta fine (murate vive o vittime dell’inquisizione), ma solo dopo aver rinnegato Dio e il proprio voto di castità, dopo aver conosciuto, in altre parole, i piaceri della carne.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Kw3-0ZACI/AAAAAAAAAEY/OQbs2MziFNw/s1600/FlaviaLaMonacaMusulmanaMoviePosterItalian.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 154px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Kw3-0ZACI/AAAAAAAAAEY/OQbs2MziFNw/s320/FlaviaLaMonacaMusulmanaMoviePosterItalian.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468127373383237666" border="0" /&gt; &lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Kw3qwiYRI/AAAAAAAAAEQ/WdBSap_vI5A/s1600/B0009ETD1E.01.LZZZZZZZ.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 226px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Kw3qwiYRI/AAAAAAAAAEQ/WdBSap_vI5A/s320/B0009ETD1E.01.LZZZZZZZ.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468127367998365970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Kw3-0ZACI/AAAAAAAAAEY/OQbs2MziFNw/s1600/FlaviaLaMonacaMusulmanaMoviePosterItalian.jpg"&gt; &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Si tratta, quindi, di film erotici con elementi horror, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;softcore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; e, in qualche caso, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;hard&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, i quali possono essere avvicinati al sottogenere &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;WiP&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, se prendiamo in esame il rapporto vittima/carnefice (componente tipica del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Women In Prison&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;) e se si concepisce il convento come un carcere, nel quale la libertà del singolo individuo è limitata, se non addirittura negata, in nome di un elemento superiore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KxMfTOm3I/AAAAAAAAAEo/S-mfzshl-AY/s1600/idiavoli.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 160px; height: 297px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KxMfTOm3I/AAAAAAAAAEo/S-mfzshl-AY/s320/idiavoli.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468127725699898226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KxMF7nEUI/AAAAAAAAAEg/JTaQgjgbwhs/s1600/haxan.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 215px; height: 302px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KxMF7nEUI/AAAAAAAAAEg/JTaQgjgbwhs/s320/haxan.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468127718889951554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il tema principale di questo genere di film poggia interamente sul conflitto tra la sfera religiosa e quell’erotica, in particolar modo per quel che riguarda il rapporto tra oppressione religiosa e frustrazione sessuale. Questo sottogenere, quindi, in maniera più o meno consapevole, nonostante l’evidente matrice exploitativa, si è rivelato fortemente critico nei confronti dell’istituzione religiosa in generale e della chiesa cattolica in particolare. Addirittura, in alcuni casi, può essere colto un tentativo, seppur grossolano, di dare voce alla coscienza femminista, in particolare nel rifiuto, da parte delle protagoniste, di interpretare un ruolo sociale subordinato e preordinato (basti pensare alla figura della badessa, vera e propria femminista &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;ante litteram&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, in “Flavia, la monaca musulmana”).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KxhCEPPLI/AAAAAAAAAE4/zYb9y12_ZU0/s1600/satanicopandemonium.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KxhCEPPLI/AAAAAAAAAE4/zYb9y12_ZU0/s320/satanicopandemonium.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468128078629649586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Proprio a causa di queste interpretazioni potenzialmente destabilizzanti, non sorprende più di tanto scoprire che la maggior parte di questi film fu prodotta, girata e distribuita in paesi di forte e salda tradizione cattolica come la Spagna e l’Italia; paesi dove era maggiormente avvertito, evidentemente, il contrasto fra tradizione religiosa ed impulsi rinnovatori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KxgzgJNrI/AAAAAAAAAEw/ZA0lnqNk9t4/s1600/nunsploitation.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 170px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KxgzgJNrI/AAAAAAAAAEw/ZA0lnqNk9t4/s320/nunsploitation.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468128074720163506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Lasciando da parte “La monaca di Monza” (1969) di Eliprando Visconti, direi che i film più esemplificativi di questo filone possono essere considerati: “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=f-TVGI0C_uM"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Storia di una monaca di clausura&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;” (1974) e “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=y00-B0yC40U"&gt;Le monache di Sant'Arcangelo&lt;/a&gt;” (1973) di Domenico Paolella, “Flavia, la monaca musulmana” (1974) di Gianfranco Mingozzi, “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=V9DLhYcPrD0"&gt;Le scomunicate di San Valentino&lt;/a&gt;” (1974) di Sergio Grieco, “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Dn1QX7uoDUU"&gt;Love Letters Of A Portuguese Nun&lt;/a&gt;” (1977) di Jesus Franco, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=i3uisfM94nw"&gt;La novizia indemoniata&lt;/a&gt;" (1975) (vale a dire il famigerato “Sàtanico Pandemonium”) del messicano Gilberto Martinez Solares, “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=2K5RY-6cphM"&gt;Suor Emanuelle&lt;/a&gt;” (1977)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; di Giuseppe Vari, “Interno di un convento” (1978) di Walerian Borowczyk (forse il miglior film appartenente al genere), “La monaca nel peccato” (1986) e “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=uocVPqA8qXg"&gt;Immagini di un convento&lt;/a&gt;” (1979) entrambi di Joe D’Amato. Un esempio anomalo di questo sottogenere è il film “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=5GFVEToU9yM"&gt;Suor omicidi&lt;/a&gt;” (1978) di Giulio Berruti, ambientato ai giorni nostri, dove scopriamo una protagonista dedita non solo ai piaceri del sesso ma anche a quelli della droga.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Kx1v8S4iI/AAAAAAAAAFA/SdqAdhz5Knc/s1600/sacredf_001.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 174px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Kx1v8S4iI/AAAAAAAAAFA/SdqAdhz5Knc/s320/sacredf_001.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468128434541748770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Anche se alcuni si spingono addirittura a considerare il film muto “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=ltDAAu7uEjw"&gt;Haxan&lt;/a&gt;” (1922) di Benjamin Christensen, come precursore del genere, il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nunsploitation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; rimane, in ogni caso, un prodotto tipico degli anni ’70 e ’80, se si eccettua un’inaspettata quanto solitaria incursione, in epoca recente, con il film “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=9zxs7Tgaua4"&gt;Sacred Flesh&lt;/a&gt;” (2000) di Nigel Wingrove.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Kyfvd5G-I/AAAAAAAAAFI/0CE7FTYGg_8/s1600/22-1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 215px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Kyfvd5G-I/AAAAAAAAAFI/0CE7FTYGg_8/s320/22-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468129155968736226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Potendo vantare elementi e temi comuni a particolari generi letterari, come il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;feuilleton &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;o romanzo d’appendice (anzi, sarebbe interessante analizzare la figura della suora/religiosa, nella paraletteratura in generale e nell’immaginario erotico in particolare), non stupisce come questo caratteristico sottogenere cinematografico, possa affondare le proprie radici all’interno di fondamenta letterarie di una certa tradizione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KytOJSM8I/AAAAAAAAAFQ/7Xb-7psAS0s/s1600/114.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 245px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KytOJSM8I/AAAAAAAAAFQ/7Xb-7psAS0s/s320/114.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468129387542098882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Fondamenta che, tuttavia, si biforcano: da un lato le radici genuinamente paraletterarie, dall’altro quelle dotate d’autentico e tradizionale valore storico. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Molto del materiale letterario, servito da spunto a sceneggiatori e registi, infatti, può essere fatto risalire agli scritti di Aelred di Hexham (1110-1167) sulle vicende della suora di Watton, oppure alle cronache riguardanti la vita di Benedetta Carlini, suora lesbica e mistica, realmente vissuta nel XVII secolo, le cui vicissitudini sono state raccontate, nel 1986, nel libro “Immodest Acts”, della storica americana Judith C. Brown.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Esistono poi alcuni film, come “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=nBrsV7ouSLQ"&gt;I diavoli&lt;/a&gt;” (1971) di Ken Russell (opera che, nonostante evidenti richiami exploitativi a questo specifico filone, rientra solo in parte nella stretta cerchia del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nunsploitation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;), che vedono le proprie radici unirsi in un’unica, solida base storico-letteraria. Il film di Russell, infatti, è basato sul romanzo di Aldous Huxley, “I diavoli di Loudun”, pubblicato negli anni ’50, e basato a sua volta su un reale caso d’isteria religiosa collettiva e possessione demoniaca, realmente accaduto in un convento francese nel 1631.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KzHF87K7I/AAAAAAAAAFg/SPtTPiykLuk/s1600/The_Nun_And_The_Devil.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 178px; height: 250px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KzHF87K7I/AAAAAAAAAFg/SPtTPiykLuk/s320/The_Nun_And_The_Devil.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468129832019372978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KzG79rAQI/AAAAAAAAAFY/pnbvrPLffhc/s1600/cloisterednunapx2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 177px; height: 248px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KzG79rAQI/AAAAAAAAAFY/pnbvrPLffhc/s320/cloisterednunapx2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468129829338153218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Curiosamente il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nunsploitation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, negli anni ’70, si sviluppa fino ad incontrare un gran successo di pubblico in Giappone, un paese che, pur essendo culturalmente e religiosamente lontano, non poteva evidentemente rimanere insensibile a certe suggestioni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I cineasti del sol levante, in quegli anni, si servono abilmente di una religione per loro minoritaria (il Cristianesimo, infatti, pur essendo presente nel paese in tutte le tradizionali confessioni, non ha mai dimostrato alcun segno di crescita o di radicamento nella società giapponese), per puntare il dito (in maniera spesso ingenua) contro l’istituzione religiosa in generale, senza attaccare, tuttavia, le credenze più radicate e sacre per la società e la cultura nipponica, quali possono essere quelle dello Shintoismo e del Buddismo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Oltre al classico “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=VZxenRmB_LA"&gt;School Of The Holy Beast&lt;/a&gt;” (1974) di Norifumi Suzuki, il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nunsploitation&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; giapponese può vantare numerosi titoli come: “Cloistered Nun: Runa’s Confession” (1976) di Masaru Konuma, “Sister Lucia’s Dishonor” (1978) e “Wet Rope Confession: Convent Story” (1979) di Koyu Ohara, “Nun: Secret” (1978) di Hiroshi Mukai, “Nun Story: Frustration In Black” (1980) di Nobuaki Shirai, “Rope Of Hell: A Nun’s Story” (1981) e “Electric Bible: Sister Hunting" (1992) di Mamoru Watanabe. Nel 1995 la AV idol Mariko Morikawa ha partecipato al film “Big Tit Monastery”, tentando di rinverdire il genere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt; &lt;p align="JUSTIFY"&gt;                                   &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-6862895159961895933?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/6862895159961895933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/dossier-nunsploitation-tremate-tremate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/6862895159961895933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/6862895159961895933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/dossier-nunsploitation-tremate-tremate.html' title='DOSSIER NUNSPLOITATION: TREMATE, TREMATE, LE SUORE SON TORNATE'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KwBhAUgnI/AAAAAAAAAD4/ec9jUvc4aNE/s72-c/immagconvent01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-4814273996376331638</id><published>2010-05-06T04:12:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:27:15.911-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yakuza Eiga'/><title type='text'>TAKASHI MIIKE O DELL'INCIPIT FURIOSO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;DEAD OR ALIVE: HANZAISHA (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: arial;"&gt;Deddo oa araibu: Hanzaisha&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt; - Giappone 1999) di Takashi Miike&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.youtube.com/watch?v=Px1Cx5vVPHk"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dead or Alive: Hanzaisha (Trailer)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }   A:link { so-language: zx&lt;/style&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0.5cm;" align="CENTER"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KlbHkn7eI/AAAAAAAAACo/RhK7-Mex9UA/s1600/dead+or+alive_locandina.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 269px; height: 384px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KlbHkn7eI/AAAAAAAAACo/RhK7-Mex9UA/s400/dead+or+alive_locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468114782888914402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0221111/"&gt;SCHEDA FILM&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il boss cinese Ryuichi (Riki Takeuchi) vuole assumere il controllo della malavita organizzata nel quartiere di Shinjuku. Inevitabilmente si scontrerà con i boss della locale yakuza e, altrettanto inevitabilmente, sarà costretto a vedersela con il detective Jojima (Sho Aikawa).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"Dead Or Alive: Hanzaisha" è il primo film della trilogia denominata DOA, creata da Miike con l'intento di coinvolgere, in un unico progetto, due attori di culto come Riki Takeuchi e Sho Aikawa. I film che compongono questa trilogia, infatti, non hanno nessun legame tra di loro eccetto la presenza delle due star giapponesi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KnbRQK_2I/AAAAAAAAACw/2y9tVLlkXIY/s1600/03.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 206px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KnbRQK_2I/AAAAAAAAACw/2y9tVLlkXIY/s320/03.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468116984510742370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KnbRQK_2I/AAAAAAAAACw/2y9tVLlkXIY/s1600/03.jpg"&gt; &lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I primi quattro minuti del film sono semplicemente fantastici, girati come un assurdo e iperviolento videoclip, nel quale vengono mostrati gli omicidi di alcuni boss della yakuza, caratterizzato dal ritmo martellante di Koji Endo. Tuttavia, nonostante la presenza di alcune scene decisamente riuscite (la ragazza immersa nella piscina di gomma piena di escrementi: tema ricorrente quello della "merda" nel cinema di Miike), il film tende a spegnersi nella parte centrale, fino ad arrivare, in un crescendo di assurdità, all'inverosimile (ed ormai celebre&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;) &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=dTlbulbVo8c&amp;amp;feature=related"&gt;finale&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KoB2eLjSI/AAAAAAAAADI/FNex3-ORCo4/s1600/shoaikawa-deadoralive.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KoB2eLjSI/AAAAAAAAADI/FNex3-ORCo4/s320/shoaikawa-deadoralive.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468117647336639778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KoB2eLjSI/AAAAAAAAADI/FNex3-ORCo4/s1600/shoaikawa-deadoralive.jpg"&gt; &lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Una scena finale che, tuttavia, può apparire inconcepibile e fuori luogo solo se ci si trova ad affrontare il cinema di Miike per la prima volta, visto che un espediente simile viene utilizzato anche in un altro suo film: "Deadly Outlaw: Rekka" sempre con Riki Takeuchi. Personalmente sono d'accordo con chi ha proposto una lettura metaforica e non letterale di tutta la sequenza: i rispettivi mondi dei due protagonisti vengono spazzati via (letteralmente), dopo che i due hanno reciprocamente distrutto le proprie vite e le rispettive famiglie.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La trilogia è completata da "Dead Or Alive 2: Birds" e "Dead Or Alive: Final".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KoB2eLjSI/AAAAAAAAADI/FNex3-ORCo4/s1600/shoaikawa-deadoralive.jpg"&gt; &lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KoBgNyLoI/AAAAAAAAADA/FY9b6_yldhY/s1600/mbu0ic.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KoBgNyLoI/AAAAAAAAADA/FY9b6_yldhY/s320/mbu0ic.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468117641362288258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KoB2eLjSI/AAAAAAAAADI/FNex3-ORCo4/s1600/shoaikawa-deadoralive.jpg"&gt; &lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KnbRQK_2I/AAAAAAAAACw/2y9tVLlkXIY/s1600/03.jpg"&gt; &lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"&gt;&lt;a name="BLOGGER_PHOTO_ID_5468097204594063442"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="BLOGGER_PHOTO_ID_5468097566217422818"&gt;&lt;/a&gt;   &lt;/p&gt;     &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"Opening scene", quella di "Dead or Alive: Hanzaisha", paragonabile solamente ad un'altra celebre sequenza iniziale, firmata sempre Miike. Uno dei momenti più travolgenti della storia del cinema (non solo nipponico): Riki Takeuchi, Yuya Uchida e la musica dell'album Satori dei Flower Travellin' Band, in un connubio perfetto di immagini e musica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=4sO7DulwSLU"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Deadly Outlaw: Rekka (Jap 2002 - regia: Takashi Miike - opening scene)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L'avventura dei Flower Travellin' Band (storico gruppo formato dal rocker/attore giapponese Yuya Uchida) è raccontata, con il consueto entusiasmo, in &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Japrocksampler&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, di Julian Cope: analisi dettagliata di come la musica rock penetrò nella cultura giapponese nel secondo dopoguerra, contribuendo a modificare per sempre una società fortemente conservatrice.&lt;br /&gt;Una affascinante storia che vede tra i suoi protagonisti, la scena underground, i movimenti controculturali, il free jazz, Stockhausen, John Cage, sullo sfondo dello scontro tra i valori tradizionali nipponici e gli impulsi rock degli anni '60 e '70.&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=EDBdMnkcx0E"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Flower Travellin' Band - Satori&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KsGEL4MWI/AAAAAAAAADY/TXQzhLkbRpI/s1600/japrocksampler2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 259px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KsGEL4MWI/AAAAAAAAADY/TXQzhLkbRpI/s400/japrocksampler2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468122117783957858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;MEISTER STEINER DICE: 7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-4814273996376331638?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/4814273996376331638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/takashi-miike-o-dellincipit-furioso_06.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/4814273996376331638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/4814273996376331638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/takashi-miike-o-dellincipit-furioso_06.html' title='TAKASHI MIIKE O DELL&apos;INCIPIT FURIOSO'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KlbHkn7eI/AAAAAAAAACo/RhK7-Mex9UA/s72-c/dead+or+alive_locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366937378936757628.post-73933251183477560</id><published>2010-05-06T03:41:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T02:27:58.369-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nunsploitation'/><title type='text'>JAPAN NUNSPLOITATION: FRUSTE &amp; FRUSTRAZIONE</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;SCHOOL OF THE HOLY BEAST (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: arial;"&gt;Seijū gakuen&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; - Giappone 1974) di Norifumi Suzuki&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=VZxenRmB_LA"&gt;School Of The Holy Beast (Trailer)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Kgmr6FruI/AAAAAAAAACA/ENfdEjbqDHc/s1600/5412School+of+the+Holy+Beast.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 272px; height: 379px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Kgmr6FruI/AAAAAAAAACA/ENfdEjbqDHc/s400/5412School+of+the+Holy+Beast.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468109484063043298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0224077/"&gt;SCHEDA FILM&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maya (Yumi Takigawa) trascorre la sua ultima notte di libertà e sesso, prima di entrare in un convento dove prenderà i voti per diventare suora. Giunta al monastero si rende ben presto conto dell'ipocrisia, che caratterizza la vita delle sorelle anziane. Apparentemente caste e devote, sono in realtà delle folli ninfomani o lesbiche (o entrambe le cose), le quali non esitano neanche un istante a tiranneggiare sessualmente le nuove arrivate. Un flashback spiega il motivo per il quale Maya ha scelto proprio quel convento. La ragazza, infatti, sta cercando di rimettere a posto i tasselli del proprio passato (sua madre era una suora del medesimo convento e lei stessa è nata lì!), tentando di scoprire chi sia in realtà suo padre. Dopo essere scampata alle crudeli punizioni della madre superiora e alle attenzioni del perverso padre Kukimura, la ragazza scoprirà la verità. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Uno dei più celebri esempi di "nunsploitation nipponico", prodotto dalla Toei e diretto da Norifumi Suzuki con un gusto che potremmo definire europeo (gli ambienti gotici, l'uso delle luci e dei colori, ricordano alcuni lavori di Bava). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Lo script è pervaso da una (greve) critica del Cattolicesimo, con le sue ipocrisie e contraddizioni ma, nonostante l'ingenuità e la pesantezza d’alcune metafore, il film nel complesso risulta abbastanza piacevole. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Simpatiche le torture alle quali sono sottoposte le suore, tra rovi usati come funi e litri d'acqua salata ingollati a forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Ke7TDHT-I/AAAAAAAAABY/OmF89ynNzlo/s1600/2271514899_fc3c310d86.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 397px; height: 172px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Ke7TDHT-I/AAAAAAAAABY/OmF89ynNzlo/s320/2271514899_fc3c310d86.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468107639144009698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KfHsduAFI/AAAAAAAAABg/C34ls1jqNeo/s1600/fantasia1999.6.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 395px; height: 267px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KfHsduAFI/AAAAAAAAABg/C34ls1jqNeo/s320/fantasia1999.6.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468107852124913746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KfRSSBEvI/AAAAAAAAABo/MMV-oEttKSA/s1600/school-roses.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 397px; height: 265px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-KfRSSBEvI/AAAAAAAAABo/MMV-oEttKSA/s320/school-roses.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468108016895202034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;MEISTER STEINER DICE: 6,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366937378936757628-73933251183477560?l=steinerbioscope.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/feeds/73933251183477560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/japan-nunsploitation-fruste.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/73933251183477560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366937378936757628/posts/default/73933251183477560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://steinerbioscope.blogspot.com/2010/05/japan-nunsploitation-fruste.html' title='JAPAN NUNSPLOITATION: FRUSTE &amp; FRUSTRAZIONE'/><author><name>Steiner74</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17525940249842034477</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-MBna8PrhI/AAAAAAAAAPg/R3c7qTb5Iz8/S220/Steiner31.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cVtOpStQs44/S-Kgmr6FruI/AAAAAAAAACA/ENfdEjbqDHc/s72-c/5412School+of+the+Holy+Beast.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
