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giovedì 6 maggio 2010

TURN ON THE BLACK & WHITE!

ZEBRAMAN (Zeburaman - Giappone 2004) di Takashi Miike
Zebraman (Trailer)

SCHEDA FILM

Anno 2010: Shinichi Ichikawa (Sho Aikawa) è un anonimo maestro elementare, frustrato e deriso da colleghi e alunni. Oltre alle difficoltà lavorative, Shinichi deve fronteggiare una situazione familiare a dir poco disastrosa: la moglie probabilmente lo tradisce, la figlia (l’idol Yui Ichikawa) è coinvolta in un giro di prostituzione, mentre l’altro figlio è costantemente fatto oggetto di prepotenze e soprusi, da parte dei propri compagni di scuola.

Shinichi passa gli unici momenti di tempo libero chiuso in una stanza, travestito da Zebraman, l’eroe della sua infanzia, del quale ha fedelmente ricostruito il costume. Zebraman, infatti, è una vecchia e sfortunata serie di telefilm di fantascienza (simile ai vari henshin heroes, tanto per intenderci) degli anni ’70, chiusa dopo solo 13 episodi per mancanza d’ascolti.
Tuttavia, le vicende narrate in questa semisconosciuta serie televisiva si rivelano inaspettatamente profetiche: non solo la serie è ambientata proprio nell’anno 2010, ma il protagonista del telefilm, tanto amato da Shinichi, è un maestro elementare, esattamente come lui. Inoltre, strani ed inspiegabili avvenimenti stanno sconvolgendo la città, mettendo in allarme le forze armate e i servizi segreti. Shinichi inizia ad indagare, accompagnato da un suo nuovo alunno, fan di Zebraman quanto lui, scoprendo ben presto la realtà sconvolgente, che si cela dietro a questi assurdi fatti: i singoli avvenimenti non fanno altro che ricalcare fedelmente la trama delle puntate della serie Zebraman!
Gli alieni, infatti, intenzionati a conquistare la terra, hanno pensato bene di ispirarsi alle strategie messe in atto nel telefilm trenta anni prima!
Shinichi e il suo piccolo allievo sono gli unici a non aver dimenticato quella vecchia serie televisiva e, per questo motivo, sono gli unici in grado di poter fronteggiare la minaccia aliena.


Il mondo salvato da un uomo rimasto bimbo nell’animo. Shinichi Ichikawa è il classico
middle man giapponese, inserito all’interno di quel distruttivo ed alienante ambiente familiare, tanto caro a Miike, il quale, proponendoci le vicende di un improbabile supereroe, continua in realtà a parlarci delle tematiche predilette, vale a dire la società e la famiglia giapponese, le sue contraddizioni e le sue metamorfosi (henshin, appunto). L’uomo si trasforma e trasformandosi si ribella alla sua condizione d’alienazione esistenziale, affrancandosi per sempre (forse) dalle catene imposte, recuperando paradossalmente il suo lato umano ed infantile (che salverà lui ed il mondo del qual è parte).

Il film di Miike, un mix di parodia e sci-fi, non riproduce solamente una raffigurazione satirica della società giapponese contemporanea, ma rappresenta anche un divertente omaggio al cinema nipponico. Oltre alle tematiche tipiche di Tsukamoto (superamento delle barriere umane ecc), possono essere rintracciati omaggi a Kiyoshi Kurosawa (uno su tutti, la porta sigillata con il nastro adesivo rosso, come in “Kairo”) e una ironica citazione di “Ringu” di Hideo Nakata.

Miike è un genio, non sempre lucido, ma pur sempre un genio; Sho Aikawa è un attore fantastico, raramente visto così in parte...che altro dire? TURN ON THE BLACK AND WHITE!

MEISTER STEINER DICE: 7,5

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