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lunedì 10 maggio 2010

ROAD MOVIE - GUSTO MISO

19 (19 - Giappone 2000) di Kazushi Watanabe

SCHEDA FILM

Il giovane Usami (Daijiro Kawaoka) mentre, in pieno giorno, sta tranquillamente percorrendo, sul suo scooter, la periferia di Tokyo, viene improvvisamente avvicinato con una banale scusa, da tre ragazzi a bordo di una fiat 500. Il trio, senza alcuna apparente ragione, lo carica di peso in macchina e lo rapisce. Il terrorizzato Usami è inizialmente convinto che i tre siano intenzionati a chiedere un riscatto ma, con profonda sorpresa, scoprirà che l'unico interesse del misterioso trio è coinvolgerlo nelle proprie scorribande. A poco a poco, la naturale diffidenza del ragazzo viene meno, per essere sostituita da un singolare senso di appartenenza, nei confronti del gruppo. Ben presto, infatti, lo stile di vita, completamente amorale, dei tre rapitori eserciterà su Usami un fascino sempre maggiore, fino a spingerlo a collaborare con loro, quando il gruppo verrà coinvolto in un tragico incidente...

19” rappresenta il debutto alla regia di Kazushi Watanabe (nel 2004 ha diretto “Space Police” e nel 2007 “Captain Tokyo”), conosciuto ai più per aver interpretato, nel 2001, il ruolo del “visitatore” nel pasoliniano “Visitor Q” di Takashi Miike.
Basato su un omonimo corto del 1996 (e, a quanto pare, ispirato a fatti realmente accaduti), “19” possiede le caratteristiche e la struttura del road movie classico (il viaggio come metafora del cambiamento interiore, del conseguimento della maturità e della consapevolezza), fuse con alcune soluzioni narrative e, soprattutto, stilistiche vicine al cinema picaresco di Takeshi Kitano.


Watanabe (che, oltre alla regia, firma anche la sceneggiatura e interpreta il ruolo di Yokohama, il capo dei rapitori) riesce ad amalgamare, con alterna fortuna, tutti questi ingredienti, realizzando una pellicola, tutto sommato interessante (a maggior ragione, se pensiamo che si tratta della sua opera prima), anche se con quelle incertezze di troppo che m'impediscono di affibbiargli la piena sufficienza.


Discreta la prova degli attori, Kawaoka e Watanabe su tutti, Masashi Endo (già visto, in chiave rockabilly, nel delirante “Wild Zero”), ma anche i “non professionisti” Takeo Noro e Ryo Shinmyo. In un breve cameo (è il poliziotto della stradale) compare Nachi Nozawa, storico doppiatore (sue sono le voci giapponesi di Clint Eastwood, Al Pacino, Bruce Willis, Dustin Hoffman e molti altri).
Particolarmente intrigante la fotografia, tra lo slavato e l'overlight, che dona al film un look davvero singolare.

MEISTER STEINER DICE: 5,5

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