The Host (Trailer)
SCHEDA FILML’abulico Park Gang-du gestisce un chiosco lungo il fiume insieme al padre e a sua figlia, la piccola Hyun-seo. Un giorno come tanti, mentre sta servendo alcuni clienti, nota una piccola folla di villeggianti intenta ad osservare uno strano essere, appeso a testa in giù sotto un ponte. Il mostro scende velocemente in acqua e, quando riemerge, incomincia ad attaccare la folla. È il panico. Gang-du cerca di fuggire insieme alla figlia, ma la piccola viene afferrata dal mostro e trascinata in acqua. Da quel momento in poi, Gang-du cercherà in tutti i modi di recuperare la bambina rinchiusa nella “dispensa” del mostro, aiutato dal resto della famiglia (composta unicamente da autentici losers!): il padre Hee-bong, la sorella Nam-joo (abilissima nel tiro con l’arco, ma destinata sempre ad arrivare seconda durante le competizioni, a causa della propria esitazione) e il fratello minore Nam-il (un ex attivista politico, alcolizzato e disoccupato). Tutti avranno modo di riscattarsi nel tentativo di recuperare la piccola Hyun-seo.
"The Host" è, a mio modesto avviso, un film da non perdere per nessuna ragione al mondo.
Dopo l’interessante “Memories of murder”, Bong Joon-ho dirige questo particolarissimo monster-movie, non privo di elementi comici e spunti di riflessione niente affatto banali. La storia di questo pesce-anfibio gigante, infatti, altro non è che il pretesto per tratteggiare e raffigurare, con un stile incredibilmente delicato e leggero (tipico del cinema coreano), i caratteri dei personaggi e i rapporti che intercorrono tra di loro. Non semplicemente, quindi, il classico film su un mostro frutto della mutazione genetica (e della scelleratezza dell’uomo, stupratore della natura), ma una storia incentrata sul tema dell’amore familiare, affrontato con uno stile lieve (una scena su tutte: quella della famiglia riunita per il pranzo, durante la caccia al mostro) che fugge abilmente da ogni tipo di retorica, tanto cara ad un altro tipo di cinema.
"The Host" si è affermato come il più grande fenomeno cinematografico, nella storia della Corea del sud, dopo aver demolito tutti i record di incassi precedenti, proponendosi come uno dei “casi” cinematografici più rilevanti, del cinema asiatico degli ultimi anni.
Un film girato in modo sorprendente (stupenda la sequenza della prima apparizione del mostro, che riesce in pieno a trasmettere le sensazioni di panico e ansia) e arricchito da ottimi effetti speciali e da un finale amaro e tenero, allo stesso tempo.
Molti lo hanno definito, non a torto, “il miglior film di mostri di sempre”.
(ovviamente in Italia non è stato mai distribuito in sala).
Menzione speciale per la stupenda (non esistono altri aggettivi per descriverla) Bae Doo-na, già ammirata in "Mr. Vendetta" di Park Chan-wook (era l'attivista politica, fidanzata del protagonista).
MEISTER STEINER DICE: 8


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